Sicurezza nell'edilizia:
sistemi e mezzi anticaduta, produzione e montaggio degli elementi prefabbricati
in c.a. e c.a.p., manutenzione delle gru a torre automontanti. Le
vigenti norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni
edili disciplinano, fra l'altro, gli apprestamenti contro i rischi di caduta dall'alto
dei lavoratori.
In genere, dette protezioni consistono in impalcature,
scale o parapetti; non necessariamente, tuttavia, dato che le norme stesse (artt.
10 e 16 del D.P.R. 7 gennaio 1956, n. 164) ammettono anche diversi mezzi o precauzioni
atti ad eliminare i pericoli in questione.
Per l'appunto, in alcuni
casi - quali quelli ricordati in oggetto - le protezioni sopra menzionate risultano
di difficile attuazione, per cui si è ritenuto opportuno, sentita la Commissione
consultiva permanente per la prevenzione degli infortuni e l'igiene del lavoro,
fornire chiarimenti in merito all'idoneità di alcuni sistemi anticaduta il cui
uso è sempre più ricorrente nei cantieri edili.
Si intende riferirsi
alle cinture e reti di sicurezza, per le quali sono state predisposte le specifiche
tecniche concernenti i requisiti minimi per un loro sicuro impiego ed allegate
alla presente circolare alle parti I e II, rispettivamente.
Poichè
uno dei casi di più frequente impiego dei mezzi succitati è quello del montaggio
degli elementi prefabbricati in c.a. e c.a.p., si è ritenuto opportuno - nella
parte III pure allegata alla presente circolare - oltre che a riferirsi alle due
parti sopra citate per quel che attiene ai rischi di caduta, estendere l'esame
della problematica antinfortunistica a tutto ciò che attiene l'impiego dei componenti
strutturali in parola.
Per ciò che riguarda, infine, le operazioni
di manutenzione delle gru a torre automontanti si può fare parimenti riferimento
alla parte I ritenendosi, in particolare, applicabile la soluzione indicata al
punto 1.2.1 della parte stessa, intendendosi il dispositivo di sicurezza costituito
da una fune tesata dalla sommità alla base della torre, con cursore scorrevole
lungo la medesima.
Allegato
Parte
I
ISTRUZIONI PER LA COSTRUZIONE DI ATTREZZATURE
INDIVIDUALI
ANTICADUTA
Sommario
0.
Oggetto e campo di applicazione 1. Elementi costituivi
1.1. Imbracature
1.2. Dispositivi anticaduta
1.2.1. Dispositivi anticaduta con guida di scorrimento
1.2.2.
Dispositivi anticaduta ad avvolgimento
2. Dati ergonomici
3. Caratteristiche delle attrezzature 3.1.
Dispositivi di aggancio al punto di ancoraggio e accessori che sostengono il carico
3.2. Corde, cinghie e cavi
3.2.1. Corde e cinghie utilizzate
con dispositivi anticaduta
3.2.2. Cavi metallici utilizzati con dispositivi
anticaduta ad avvolgimento
3.3. Imbracatura
3.4. Parti metalliche
dell'imbracatura o dell'indumento e dell'attrezzatura nell'insieme
3.4.1.
Disposizioni generali
3.4.2. Protezione contro l'ossidazione
4.
Prove e requisiti
5. Libretto d'uso e manutenzione
5.1. Utilizzazione
5.2. Limite d'uso
5.3.
Esame del materiale e manutenzione
5.4. Stoccaggio
6.
Certificazioni
0. Oggetto
e campo di applicazione Le presenti istruzioni si applicano
alle attrezzature individuali suscettibili di essere utilizzate per la protezione
del personale esposto ai rischi di caduta.
Esse hanno lo scopo di precisare:
- gli elementi costitutivi
- i dati ergonomici che devono
presiedere alla loro concezione
- le caratteristiche delle attrezzature.
1. Elementi costitutivi
L'attrezzatura
comporta in ogni caso:
- un dispositivo che avvolge il corpo umano
(imbracatura)
- dispositivi di vincolo collegati ad un punto di ancoraggio
(dispositivi anticaduta)
1.1. Imbracature Sono
dispositivi composti da cinghie regolabili che circondano il corpo umano.
Le
diverse componenti dell'imbracatura sono designate con i seguenti nomi:
-
bretelle: cinghie che passano sulle spalle;
- cinghie di sostegno gluteali
(o sotto-pelviche): cinghie convenientemente collegate con le bretelle e che permettono
l'appoggio dei glutei indispensabile per "ricevere" le cadute e per
la sospensione;
- cosciali: cinghie che avvolgono le cosce all'attaccatura;
- cintura: cinghia che avvolge il corpo sul bacino, l'addome o il torace.
L'imbracatura può essere inclusa nell'indumento da lavoro (tuta, cotta,
pantaloni) con riserva che vengano effettuate verifiche dell'imbracatura (stato
delle cinghie e cuciture) e che il fabbricante precisi nel libretto di istruzioni
le condizioni per la pulitura ed il lavaggio.
1.2.
Dispositivi anticaduta Sono dispositivi che limitano la corsa definitiva
dalla prova riportata al punto 7.2.1.1. (a e b) della norma NFS 71-020 ed. luglio
1978 ad un massimo di 0,60 m.
Essi possono essere utilizzati solo quando
si disponga di punti di ancoraggio al di sopra del livello della cintura dell'utilizzatore.
Esistono due tipi principali di dispositivi anticaduta:
-
con guida di scorrimento su sostegno di sicurezza
- ad avvolgimento.
1.2.1. Dispositivi anticaduta con guida di scorrimento
Essi, in generale, consistono in un dispositivo scorrevole su di
una corda o un cavo tesi o pendenti o su di una struttura rigida.
In
caso di caduta il dispositivo si blocca sul supporto senza nessun intervento manuale
nel corso degli spostamenti ascendenti e discendenti.
Nel caso in cui
il supporto di sicurezza sia una fune o un cavo esso non deve sopportare che una
sola guida di scorrimento.
1.2.2. Dispositivi
anticaduta ad avvolgimento Sono costituiti da una scatola avvolgitrice,
contenente una molla di richiamo posta normalmente al di sopra del lavoratore
che comanda il ritorno del cavo o della cinghia. In questi apparecchi, appena
la velocità di svolgimento raggiunge un valore dato, il dispositivo di frenatura
interviene per provocare l'arresto.
2. Dati
ergonomici legati alla concezione dell'attrezzatura
L'attrezzatura
e in particolare l'imbracatura deve essere progettata ergonomicamente, rispondere
cioè a tre requisiti:
- possibilità di indossarla sul lavoro senza
notevole fastidio
- possibilità di perfetto attutimento in caso di
caduta senza alcun rischio di lesione
- possibilità, all'occorrente,
di aspettare i soccorsi essendo sospesi.
Tali requisiti sono realizzati
se l'attrezzatura è conforme a quanto previsto nell'allegato A.
3.
Caratteristiche delle attrezzature
3.1. Dispositivi
di aggancio al punto di ancoraggio e accessori che sostengono il carico Questi
elementi (moschettoni, ganci, anelli, ad eccezione di corde, cinghie o cavi) debbono
resistere a una forza statica di trazione di 20.000 N trattenendo il carico nelle
loro condizioni normali d'uso.
Per i moschettoni, la loro apertura
deve permettere il passaggio della fune. La prova di carico viene effettuata a
moschettone chiuso.
Gli accessori che fanno parte dell'imbracatura
non sono oggetto di prove speciali.
3.2. Corde,
cinghie e cavi In ogni caso, le corde e le cinghie così come i
fili di cucitura devono essere realizzati con qualità di tessili sintetici suscettibili
di resistere perfettamente agli sforzi dinamici. Per questo uso si possono citare
i poliammidi ed i poliesteri ma si debbono escludere particolarmente le poliolefine
(polipropileni; polietileni...).
3.2.1. Corde
e cinghie utilizzate con dispositivi anticaduta - Corda di sicurezza:
essa dipende dal dispositivo di bloccaggio ed è solidale con quest'ultimo.
Possono
essere utilizzate come corde di sicurezza le seguenti corde normalizzate:
-
NF G 35-012: "funi multifilamenti di poliammide a tre trefoli"
-
NF G 35-013: "funi multifilamenti di poliestere a tre trefoli"
purchè
la forza nominale di rottura alla trazione data nella norma sia almeno di 20.000
N
- NF G 36-027: "funi intrecciate d'alpinismo e per attrezzature
individuali di protezione contro le cadute (corda semplice)".
Può
essere inoltre utilizzata ogni corda non normalizzata che sia suscettibile di
sopportare senza rompersi la prova d'auto prescritta nella norma NF G 36-052.
- Cinghie anticaduta ad avvolgitore: sono autorizzate le cinghie previste
per le cinture di sicurezza delle auto oppure delle cinghie aventi una resistenza
statica di almeno 20.000 N.
3.2.2. Cavi metallici
utilizzati con dispositivi anticaduta ad avvolgimento Questi cavi
devono presentare una resistenza minimale di rottura di 11.500 N.
3.3.
Imbracatura Deve essere costituita, come la fune, di tessili sintetici
(*) che resistono bene agli effetti dinamici d'urto (vedi 3.2. per il tipo di
tessile).
L'imbracatura e gli indumenti da lavoro con imbracature incorporate
devono essere utilizzati in conformità dei principi dati al capitolo 2.
La
protezione deve rimanere adeguata in tutta la gamma di regolazione e per le diverse
misure. La resistenza dell'imbracatura deve essere tale da superare le prove di
cui ai punti 7.1.1. e 7.1.2. della norma NFS 71-020.
Ogni tessile suscettibile
di essere attaccato dalla muffa o da altri processi biologici o ancora che perda
una notevole parte della sua resistenza in presenza di umidità deve essere proibito.
Le cuciture devono rispondere almeno ai requisiti di cui all'allegato
B. I fili di cucitura debbono essere di un colore diverso delle cinghie per facilitare
il controllo visivo.
Non deve esistere nessun rischio che il corpo
venga "sganciato" dall'imbracatura anche se la tensione delle cinghie
non è al minimo.
----------
(*) Ciò non esclude altri tessili
o il cuoio per le parti di imbottitura o gli elementi di "confort".
3.4. Parti metalliche dell'imbracatura o dell'indumento
e dell'attrezzatura nell'insieme 3.4.1. Disposizioni generali
Qualunque sia la regolazione, le parti metalliche devono essere
disposte in modo tale da non ferire o impacciare colui che indossa l'attrezzatura.
3.4.2. Protezione contro l'ossidazione Gli
elementi metallici devono essere convenientemente protetti contro la ossidazione
dovuta agli agenti atmosferici e corrosivi se presenti.
4.
Prove e requisiti
Le prove dovranno essere condotte in
conformità ai punti 7 e 8 della norma NFS 71-020 del luglio 1978 in quanto applicabile.
5. Libretto d'uso e manutenzione
Il
fornitore deve consegnare con il suo materiale un libretto d'uso e manutenzione
che deve contenere tutti i dati necessari per l'utilizzazione corretta del materiale,
la sua manutenzione, ed eventualmente la sua riparazione. Il libretto comprende
le rubriche indicate qui di seguito.
5.1. Utilizzazione
Il libretto deve indicare, se possibile, con schizzi esplicativi,
le condizioni ed i limiti di utilizzazione.
- per l'ancoraggio, indicare
in particolare i casi in cui è vietato ancorarsi al di sotto del punto di aggancio
(per esempio per alcuni dispositivi con avvolgitore);
- per gli anticaduta
con guida di scorrimento il fabbricante deve indicare la lunghezza massima dell'elemento
di collegamento dell'imbracatura.
5.2. Limite
d'uso Precisare gli agenti di degradazione suscettibili di deteriorare
il materiale al momento dell'immagazzinamento, dell'uso e della manutenzione.
5.3. Esame del materiale e manutenzione Il
libretto deve precisare i punti principali da esaminare ed i controlli da effettuare,
particolarmente per quanto concerne:
- il dispositivo di aggancio (moschettone,
braca, pezzi speciali di aggancio);
- il sistema di collegamento (corda,
cavo, cinghia ...), precisare le regole d'esame ed i casi di scarto;
-
la parte meccanica (per esempio custodia, avvolgitore, guida di scorrimento ...),
precisare le regole di sorveglianza, le condizioni di manutenzione (pulitura,
lubrificazione), precisare che ogni materiale che presenti difetti di funzionamento
deve essere scartato;
- l'imbracatura.
5.4.
Stoccaggio Il fabbricante deve indicare:
- le condizioni
di stoccaggio del materiale;
- le regole di pulitura ed eventualmente
di manutenzione preliminare allo stoccaggio del materiale dopo l'uso.
6.
Certificazioni
Le attrezzature di cui alle presenti istruzioni
dovranno essere autoqualificate dai fabbricanti secondo modalità da sottoporre
all'autorità competente.
Allegato A
Le
cinture, le imbracature e le attrezzature anticaduta in genere debbono consentire
l'effettuazione delle operazioni in condizioni di sicurezza ed ergonomicamente.
Tali condizioni si realizzano attraverso una corretta concezione dell'attrezzatura
da parte del fabbricante che, a titolo di esempio, dovrà realizzare alcuni accorgimenti
quali:
- una fascia di tessuto alta almeno mm. 100;
- un
cinturino di allacciamento in tessuto alto mm. 80, munito di doppia fila di fori
protetti da occhielli metallici;
- mezzanelli in acciaio inox da 9
mm. di diametro;
- fibbia a forchetta;
- fissaggio mezzanelli
con tessuto alto mm. 100 e lungo mm. 150.
Allegato B
Consigli
tecnici relativi alle cuciture delle cinghie
B.1.
Fili di cucitura
I fili devono provenire da materie tessili
sintetiche aventi la stessa qualità di quelle autorizzate per le cinghie (3.2).
Essi devono presentare una resistenza sufficiente se si tiene conto
in particolare della natura e della qualità delle cinghie da collegare e delle
prove contenute nella norma.
B.2.
Taglio e preparazione delle cinghie
Le cinghie possono
essere tagliate per mezzo di un attrezzo a caldo che permetta ai fili di saldarsi
all'estremità; bisogna tuttavia ridurre le asperità che possono essere state provocate
da questa operazione e se necessario prendere tutte le disposizioni affinchè le
asperità non possano rovinare le cinghie vicine (*).
Se il taglio non
viene fatto a caldo, le estremità delle cinghie tagliate devono essere fermate
per evitare lo sfrangiamento (nastro di orlatura, impregnazione in profondità
di colla, ecc.).
L'utilizzazione di colle (**) per facilitare il relativo
posizionamento delle cinghie prima del loro assemblaggio con cucitura è autorizzato
se le colle utilizzate sono neutre nei confronti degli articoli tessili o metallici
utilizzati per la confezione dell'imbracatura o degli elementi di blocco.
----------
(*) Non è consentito l'uso di cinghie che per il loro particolare procedimento
di fabbricazione siano molto propense a sfilacciarsi.
(**) La colla
non deve intervenire nella resistenza poichè può subire un invecchiamento.
B.3.
Punti di cucitura
La densità dei punti di cucitura deve
essere sufficiente se si tiene conto della qualità del filo utilizzato (cuciture
dritte: 3 - 4 punti al cm. per un filo con una resistenza alla rottura di 30 N...,
2 punti per cm. per un filo di 50 N).
Le cuciture devono essere eseguite
a macchina a punti annodati (punti da sellaio).
B.4.Cuciture
delle cinghie
La forma e la lunghezza delle cuciture non
sono imposte (cuciture dritte, a forma di rettangolo, diagonali, a punto zig zag
o ogni altro tipo di cucitura a macchina automatica). Sono autorizzate soltanto
le macchine che realizzano i punti annodati; il punto catenella, in particolare,
è escluso.
Le cuciture di assemblaggio dette "vitali", cioè
quelle di cui la buona tenuta statica e dinamica nel corso delle prove imposte
all'attrezzatura sia necessaria, devono essere realizzate in modo da presentare
una resistenza tanto vicina quanto possibile a quella della cinghia. In particolare
esse devono riguardare tutta la larghezza delle cinghie senza tuttavia deteriorare
nè arrivare fino alla cimosa; è opportuna una distanza da 2 a 4 mm. tra il bordo
della cinghia e la cucitura.
I punti annodati non devono essere visibili
nè da un lato nè dall'altro della cinghia. Le cuciture devono essere schiacciate
il più possibile nella superficie della cinghia in modo da ridurre l'usura per
sfregamento dei fili di cucitura.
Le cuciture devono essere cominciate
e finite con dei punti fissi che formino di rimando una impanatura su 25 mm. almeno.
Per le cuciture rettangolari non è necessario fissarle quando non doppie su almeno
due lati.
Non è ammesso più di un difetto per una lunghezza di cucitura
di 100 mm.; ogni difetto ammesso verrà compensato da un rammendo su almeno 25
mm. da ambo le parti del difetto e se possibile comporterà 1 o 2 incroci (o sovrapposizioni).
Le cuciture di assemblaggio la cui rottura rischia di provocare la
caduta debbono essere senza difetti e rammendi ogni volta che la lunghezza della
cucitura, misurata sulla lunghezza della cinghia, è inferiore a 100 mm.
I
fili di cucitura non devono mai attraversare nè ricoprire i bordi fusi delle cinghie
tagliate a caldo.
Infine, le cinghie non debbono presentare nessuna
traccia di ago surriscaldato o smussato.
Parte
II
L'IMPIEGO DELLE RETI DI SICUREZZA
1.
Richiami della normativa
Art. 16, D.P.R. 7 gennaio 1956,
n. 164
2. Premessa
Se
la protezione è assicurata mediante reti, in applicazione all'art. 16 del decreto,
la loro messa in opera deve essere relativamente facile e permettere una protezione
efficace.
In particolare i dispositivi di ancoraggio alla carpenteria
e quelli necessari per permettere al personale addetto al montaggio di fissare
le loro cinture di sicurezza devono essere messi in opera sulla carpenteria, al
momento della produzione di quest'ultima in stabilimento.
Nel calcolo
della carpenteria si devono tenere in conto gli sforzi dovuti alle reti e ai loro
apparecchi o attrezzature di sollevamento.
Nella concezione e nelle
dimensioni le reti devono essere idonee al tipo di lavoro da eseguire.
Inoltre,
la stabilità della carpenteria deve essere costantemente assicurata durante la
costruzione. Una particolare cura deve essere prestata agli sforzi cui essa può
venir sottoposta al momento della messa in opera delle reti, del loro spostamento
o della caduta eventuale di persone.
3.
Natura e composizione delle reti
Come sopra previsto, la
messa in opera delle reti deve essere pratica e agevole; è dunque opportuno che
il loro peso sia molto ridotto senza tuttavia diminuirne la resistenza. Le reti
sono normalmente in fibra poliamminica; si deve mantenere una altezza libera sufficiente
al di sopra del suolo (o di qualsiasi ostacolo) funzione dell'elasticità della
rete.
Inoltre, si deve evitare la caduta di materiale incandescente
sulla rete, se al di sopra di quest'ultima vengono eseguiti lavori di saldatura,
di taglio con fiamma ossidrica o all'arco voltaico.
Le maglie della
rete saranno costituite da treccia poliamminica, di diametro normalizzato dal
fabbricante, in modo tale che la sua resistenza sia conforme alla norma NF.P.93.311
(definita mediante prove effettuate nelle condizioni più sfavorevoli d'impiego).
Le maglie devono essere realizzate in treccia o cordoncino di resistenza minima
a rottura di 2,6 KN, con un allungamento minimo del 18% su filo non annodato.
Le maglie di dimensione massima 100 x 100, possono presentare gravi
inconvenienti al momento della caduta di persone.
Esse saranno quindi
di preferenza ridotte a 40 x 40 in modo da prevenire incidenti anche in caso di
caduta d'oggetti.
Si noti che le reti costituite da maglie di dimensioni
ridotte offrono una resistenza maggiore.
I fili saranno tra loro annodati
per formare maglie quadrate o a losanga. Se necessario, riceveranno un trattamento
tale che in caso di rottura di uno o più fili i nodi continuino ad assicurare
l'omogeneità della rete senza provocare un deterioramento locale maggiore.
Le
reti saranno munite su tutto il perimetro di ralinga chiusa da piombature che
fornisce ogni garanzia di solidità.
La ralinga, dovendo accogliere
in punti diversi (all'incirca ogni metro) i mezzi di ancoraggio ai supporti PREVISTI
per la messa in opera della rete, dovrà obbligatoriamente essere conforme alle
norme NF.93-311 e possedere una resistenza massima a rottura di 42 KN.
Le
reti saranno fissate aI loro supporto tramite le ralinghe, con l'ausilio di cappi
in poliamide (egualmente chiusi da piombatura) o con l'ausilio di qualsiasi altro
mezzo equivalente ai fini della sicurezza quale: maniglie a vite o moschettoni
muniti di chiusura di sicurezza.
I produttori o i rivenditori di reti
di protezione devono essere in grado di fornire, unitamente alla loro attrezzatura,
un certificato d'idoneità rilasciato da un organismo ufficiale.
Formazione
di una rete di grande superficie
mediante l'assemblaggio di più reti
Esempio di assemblaggio mediante cucitura e nodi di 6 reti
di 10m x 5m e 3 reti di 5m x 2,50m, per formare un insieme di 22,5m x 15m.
Le
reti sono collegate fra loro mediante cuciture realizzate con cordoncino o treccia
di resistenza per lo meno pari a quella dei fili della rete; le cuciture sono
rinforzate ogni metro da un nodo (figg. 1, 2).
Esempi
di possibili adeguamenti
1) con ralinghe interne disposte in larghezza
o in lunghezza
2) con ralinghe interne
disposte in lunghezza e in larghezza
4. Messa in
opera delle reti
Le reti possono essere posizionate all'interno
e all'esterno dell'opera in corso di realizzazione; la loro messa in opera necessita
di uno studio dell'ancoraggio, apposito per ogni caso particolare. Questo studio
deve essere eseguito con la più grande cura e ciascun elemento o dispositivo d'ancoraggio,
cavo, telaio, etc. deve essere calcolato nelle condizioni più sfavorevoli d'impiego.
Nella messa in opera e nell'impiego delle reti si devono rispettare
le seguenti precauzioni:
- prevedere e mettere in opera i dispositivi
di ancoraggio delle reti al momento della costruzione della carpenteria;
-
trasportare, movimentare e stoccare le reti e i loro accessori con cura per evitare
il loro degrado;
- ricercare i metodi suscettibili di ridurre al massimo
il rischio di caduta durante la messa in opera delle reti (ad esempio utilizzo
di gru o di portali);
- prevedere e mettere in opera al momento della
costruzione della carpenteria i dispositivi d'ancoraggio necessari al fissaggio
del materiale di protezione individuale del personale incaricato della loro installazione;
- posare le reti il più vicino possibile al piano di lavoro, per ridurre
l'altezza di caduta;
- sorvegliare la corretta regolazione della tensione
della rete; tenere in conto, al momento della progettazione e costruzione della
carpenteria, degli sforzi esercitati dalla rete sulla stessa e di quelli esercitati
dagli apparecchi ed attrezzature di sollevamento;
- evitare i vuoti
sul perimetro della rete, attraverso i quali il personale potrebbe passare in
caso di caduta;
- evitare la caduta sulle reti di materiali incandescenti
nel caso che al di sopra di esse vengano eseguiti lavori di saldatura, di taglio
con fiamma ossidrica o all'arco voltaico;
- verificare periodicamente
lo stato delle reti e dei loro accessori d'ancoraggio;
- asportare
i materiali o gli utensili caduti accidentalmente nelle reti;
- verificare
il buono stato dei mezzi d'ancoraggio e la tensione delle reti. In particolare
prestare attenzione agli sforzi di flessione e di trazione ai quali possono essere
sottoposti gli elementi metallici di ancoraggio delle reti;
- spostare
le reti a seconda dell'avanzamento della costruzione.
5.
Esempi di utilizzazioni
5.1. Reti installate in posizioni
fisse Questo tipo di utilizzazione della rete è generalmente riservato
a lavori di lunga durata effettuati su tutti i punti della superficie da proteggere.
Questa superficie, a volte rilevante, è per lo più coperta da più reti
collegate fra loro. La rete, o l'insieme costituito a terra da più reti, viene
montato prima dell'inizio dei lavori da proteggere e smontato dopo il loro termine.
Il collegamento tra la ralinga della rete e l'ossatura dell'opera può
essere realizzato sia direttamente sull'ossatura sia su cavi tesi, attacchi speciali,
tubi, o altri elementi resi solidali all'ossatura (fig. 3).
Il collegamento
può essere effettuato mediante cappi, maniglie, moschettoni di sicurezza... regolarmente
distanziati ad una distanza di non meno di un metro.
I mezzi d'ancoraggio
della rete devono essere studiati prima della loro installazione e i mezzi di
fortuna devono essere rigorosamente proibiti.
Reti
spostabili Questo tipo di installazione si rende necessario quando
si debba proteggere per breve periodo una superficie relativamente ridotta in
rapporto alla supeficie totale, potendosi la superficie spostarsi a seconda dell'avanzamento
dei lavori o essere limitata a zone ben precise.
5.2.1.
Spostamento mediante rotazione Questo metodo non richiede l'installazione
di accessori particolari e permette un rapido spostamento della rete. Nel caso
di normali edifici, la rete viene posizionata tra due campate e ancorata alle
travi o ai traversi dei portali (fig. 4).
L'ancoraggio della rete sull'ossatura,
può essere realizzato mediante corde, cappi, maniglie o attacchi speciali di corredo
dell'ossatura.
Anche lo schema di figura 5 illustra questo tipo di
procedimento.
Gli schemi, raffigurati al par. 6 "Attrezzature
di sollevamento" descrivono i diversi tipi di attrezzature che possono essere
utilizzati per queste operazioni.
Nel caso di altezze limitate gli
attacchi principali il più delle volte possono essere ripartiti a livelli del
suolo, fatto che contribuisce alla sicurezza del personale durante le operazioni
di spostamento della rete.
SPOSTAMENTO MEDIANTE
ROTAZIONE
5.2.2. Spostamento mediante scorrimento della rete su cavi portanti
(v. figg. 6A e B) Questo metodo di utilizzazione e di spostamento
della rete presenta, se ben progettato e realizzato, i seguenti vantaggi:
-
semplificazione delle operazioni d'installazione e di spostamento, potendo queste
ultime essere realizzate a terra o a livello di un solaio;
- riduzione
del tempo necessario alle operazioni;
- superficie protetta, non limitata
all'asse della campata.
La sua installazione per contro, esige l'impiego
di un'attrezzatura particolare e del suo adattamento all'opera. Essa necessita
che l'ossatura principale sia montata.
La rete è montata su due cavi
paralleli tesi e sostenuti nei punti intermedi dell'ossatura; l'ancoraggio della
rete sui cavi, può essere realizzato mediante anelli di sicurezza. La rete può
essere anche montata a lato dei cavi su tubi che permettano lo scorrimento: i
cavi portanti vengono messi in tensione mediante arganelli a mano installati a
terra o in prossimità di essa.
5.2.3. Spostamento
della rete fissata su cavi portanti (figg. 6C e D) Questo metodo,
derivato dal precedente, permette dopo l'installazione di procedere allo spostamento
della rete manovrando gli arganelli o "tirfor" posti a terra o in prossimità
di essa sull'ossatura. La rete viene fissata sui cavi portanti che si spostano.
Questa installazione necessita dell'utilizzo di un'attrezzatura particolare e
del suo adattamento all'ossatura.
Lo schema di figure 6C D illustra
il principio dello spostamento mediante scorrimento della rete su cavi portanti.
Gli arganelli a mano sono fissati sui pilastri d'estremità; elementi speciali
che permettono la guida del cavo, sono fissati sui pilastri intermedi (fig. 7).
5.2.4. Spostamento della rete senza operazioni
di sganciamento dei cavi portanti L'utilizzo di supporti speciali,
che permettono il passaggio degli attacchi della rete senza che sia necessario
sganciare e poi riagganciare i cavi portanti, consente di spostare la rete per
scorrimento sui cavi o per spostamento dei cavi.
Lo schema di figura
8 illustra questo procedimento.
5.2.5. Spostamento
mediante traslazione (fig. 9) L'installazione è costituita da reti
posate tra due travi, formanti un ponte scorrevole spostabile su travi di scorrimento.
Le travi del ponte scorrevole così costituito, possono essere realizzate
in struttura leggera a traliccio o in elementi facilmente assemblabili, in modo
da permettere il loro adattamento alle diverse luci; vengono collegate e controventate
nella parte inferiore. Corredate di piano di calpestio e di parapetto possono
servire da passerelle di transito e da piano di lavoro. Le reti sono fissate nella
parte superiore con gli stessi mezzi adottati per le reti fisse.
Le
travi di scorrimento del ponte portante della rete, sono generalmente costituite
dalle travi definitive di scorrimento dell'opera. Lo spostamento del ponte viene
eseguito con tirfor o con argani a mano. Per proteggere una superficie maggiore,
si possono utilizzare due ponti portanti, sia accostati che separati. In questo
ultimo caso, tra i due possono essere tese delle reti (fig. 10).
5.2.6.
Spostamento con bilancino (figg. 11-12) Questo tipo di spostamento,
si applica a reti di superfici ridotte, montate su telaio rigido imbragabile,
che possano essere spostate mediante bilancino. Il bilancino può essere impiegato
per la posa, la rimozione e lo spostamento delle reti.
6.
Attrezzature di sollevamento e di spostamento
Gli schemi
in figura 13 e 14 descrivono i diversi tipi di attrezzature utilizzabili nel montaggio
delle reti.
2 - Con
l'aiuto di un argano o tirfors agenti su cavi portanti, spostare la rete per
ricondurla alla sua nuova posizione
3 - Mettere in tensione i cavi
portanti e agganciare
Norme
francesi omologate NF P.93-311 luglio 1980
Indice
1.
Generalità 1.1. Oggetto e campo di applicazione
1.2.
Definizioni relative alle reti
1.2.1. Telo di rete
1.2.2.
Incorniciamento della rete
1.2.3. Bollo d'origine
2.
Specifiche
2.1. Telo della rete
2.1.1. Dimensioni
2.1.2. Fabbricazione
2.1.3. Invecchiamento
2.2.
Maglie
2.3. Ralinghe, tenditori d'angolo
2.4. Resistenza
della rete
2.5. Marchiatura
3. Prove di resistenza
della rete
3.1. Principio
3.2. Dispositivi sperimentali
3.3. Procedure operative
3.3.1. Fissaggio della rete sul
telaio
3.3.2. Messa in opera del dispositivo di tesatura e di misura
3.3.4. Determinazione dell'assorbimento di energia di rottura
3.3.5.
Caso di un dispositivo registratore
3.4. Valore minimo ammissibile
di assorbimento dell'energia di rottura
4. Prove su fili
4.1.
Prove su fili nuovi
4.2. Prove su fili usati
5.
Riparazione delle reti
Allegati:
Messa in opera delle reti
A.1. Limite di protezione
A.2.
Norme di sicurezza
1. Generalita'
1.1. Oggetto e campo di applicazione
La presente norma si applica alle reti di sicurezza a teli annodati
in fibre tessili chimiche a base di polimeri sintetici utilizzate in tutti quei
lavori in cui il personale sia esposto a rischi di caduta da grande altezza e
destinate esclusivamente a corredo di supporti conformi alla Norma NF P.93-312.
La norma ha lo scopo di definire:
- la nomenclatura propria
della tecnologia delle reti;
- la dimensione delle maglie;
-
le dimensioni esterne delle reti normalizzate;
- le condizioni di prova;
- le caratteristiche di resistenza dei fili annodati;
-
le regole essenziali relative alla riparazione delle reti;
- le regole
di messa in opera (vedi allegato).
1.2. Definizioni
relative alle reti (*) (fig. 1) 1.2.1. Telo di rete Assemblaggio
di maglie (quadrate o a losanga) costituite da trecce o cordoncini collegati da
nodi (**)
----------
(*) Consultare anche la norma NF G.36.000
- Corde e articoli di cordame - Nomenclatura.
(**) Generalmente nodi
da tessitore.
1.2.1.1. Maglie a losanga Maglie
aventi la forma di un rombo il cui asse principale è parallelo al lato maggiore
della rete.
1.2.1.2. Maglie quadrate Maglie
i cui lati sono paralleli ai lati della rete.
1.2.2.
Incorniciamento della rete 1.2.2.1. Ralinga della rete Cavo
in poliammide destinato a realizzare l'incorniciamento della rete. La ralinga
è chiusa su se stessa mediante una piombatura intrecciata o dispositivo di resistenza
almeno equivalente.
1.2.2.2. Tenditore d'angolo
Corda destinata a rinforzare gli angoli di una rete inquadrata
da ralinga.
1.2.2.3.Cappi Corde
chiuse su se stesse mediante piombatura intrecciata o dispositivo di resistenza
equivalente e abitualmente utilizzate per l'ancoraggio della ralinga.
1.2.3.
Bollo d'origine Banda stretta in materiale sintetico estruso e
imputrescibile.
2.
Specifiche
2.1. Teli di rete 2.1.1.
Dimensioni I teli di rete vengono normalmente forniti nelle quattro
dimensioni seguenti, misurate con le reti stese in piano:
3,30
m. x 3,10 m.
4,30 m. x 3.10 m.
5,30 m. x
3,10 m.
6,30 m. x 3,10 m.
Quando particolari condizioni
esigono l'impiego di teli di rete di dimensioni diverse, queste ultime non devono
in alcun caso presentare delle caratteristiche di assorbimento dell'energia inferiori
a quelle prescritte al par. 3.4 per teli di rete 3,30 m. x 3,10 m.
2.1.2.
Fabbricazione E' vietato l'utilizzo di polvolefine (*). Nel corso
della fabbricazione le reti non devono subire alcun trattamento termico o chimico
suscettibile d'alterarne la resistenza.
----------
(*) Commento
non omologato: questa esclusione introdotta perchè l'esperienza attuale genera
dei dubbi sulla tenuta di queste fibre nel tempo, verrà riesaminata quando le
prove d'invecchiamento (attualmente in corso di studio) avranno permesso di determinare
le caratteristiche minime da rispettare.
2.1.3.
Invecchiamento In ogni caso per permettere le prove sui fili dopo
invecchiamento, i teli devono essere forniti con filo di prova di lunghezza 3
m. Questo filo deve essere attaccato convenientemente lungo i lati allineati di
maglie accostate (evitando ogni graffa metallica o dispositivo suscettibile di
danneggiare la maglia).
2.2.
Maglie Le maglie devono essere realizzate in trecce o in cordoncini
di resistenza minimale a rottura pari a 2,6 KN, con un allungamento minimo del
18% su filo non annodato. Le maglie possono avere la forma di quadrati o di losanghe.
La dimensione di base del loro lato può essere al massimo pari a 100 mm. Le tolleranze
sulle dimensioni di fabbricazione sono pari a più o meno 3 mm.
2.3.
Ralinghe, tenditori d'angolo e cappi (fig. 1) Quando la rete è
munita di ralinga, quest'ultima deve avere una resistenza minima a rottura di
42 KN. I tenditori corrispondenti e i cappi di fissaggio devono avere una resistenza
minima di 10 KN.
2.4. Resistenza della rete La
rete deve avere caratteristiche tali da poter trattenere senza romprersi un massimo
di 100 kg., caduto da un'altezza di 6 m. Si ammette che questo si realizzi quando
la prova definita al Cap. 3 da un assorbimento di energie almeno uguale a quello
precisato in 3.4.
2.5. Marchiatura Una
etichetta verde stampata, riportante la dizione "Rete di sicurezza NFP 9
- 311", seguita da un contrassegno che permette l'identificazione del fabbricante,
deve essere posizionata nell'anima della treccia, o cordoncino o cordicella.
3.
Prove di resistenza della rete
3.1. Principio La
prova della rete si basa sull'assorbimento di energia di rottura quando si faccia
agire sulla rete e perpendicolarmente al piano di fissaggio una forza progressivamente
crescente trasmessa da una superficie cilindrica convenzionale, che simula un
corpo umano.
3.2. Dispositivi sperimentali La
prova viene effettuata su rete conforme al prototipo di 3,30 m x 3,10 m (*). Il
dispositivo di prova è schematizzato in fig. 2; è essenzialmente costituito da:
- una carpenteria rigida, comprendente un telaio di fissaggio della
rete;
- un paranco di trazione;
- un cilindro di ripartizione
della forza di trazione;
- un diametro e un dispositivo di misura delle
variazioni della freccia.
La carpenteria può presentare disposizioni
varie: l'essenziale è che essa offra al paranco un punto d'ancoraggio di resistenza
sufficiente, e che permetta un fissaggio corretto del telaio.
Il telaio
di fissaggio della rete è costituito da tubi da ponteggio resi solidali per mezzo
di piastre (**), da un telaio rigido in profilati UPN di altezza minima pari a
100 mm (o in profilati di rigidità almeno equivalente).
Il paranco
deve trasmettere una forza di trazione progressiva fino a circa 40 KN.
Il
"Cilindro" è composto da una superficie cilindrica rigida di sezione
circolare (diametro 0,50) m, generatrice 0,60 m.) raccordata alla base da arrotondamenti
di 0,05 m. La superficie così definita è ricoperta da uno strato di policloroprene
di durezza internazionale 60 (***) e spessore 0,02 m.
Il dinamometro
è un'apparecchiatura industriale a lettura diretta.
Il dispositivo
di misura degli spostamenti del cilindro (variazioni di freccia) è anch'esso a
lettura diretta (senza nonio) su riga graduata. L'insieme costituito dal dinamometro
e dal dispositivo di misura di spostamento può essere sostituito da un dispositivo
registratore che tracci direttamente la curva forze-allungamenti.
----------
(*) Anche se la fornitura deve essere di dimensioni maggiori.
(**)
Distanza massima delle piastre: 1 m.
(***) Norme NF T 46-003.
3.3.
Procedure operative 3.3.1. Fissaggio della rete sul telaio A)
Telo di rete senza ralinga (fig. 2). Il fissaggio è realizzato, come indicato
in figura, con un cordoncino o una treccia, di resistenza per lo meno uguale a
quella del filo di rete, avvolta ad elica sui tubi del telaio e passante ad ogni
giro in una delle maglie di bordo. Le estremità del cordoncino (o treccia) di
fissaggio saranno chiuse con nodi stretti.
B) Rete munita di ralinga.
Il fissaggio al telaio in tubi è realizzato ogni metro da una legatura stretta
che unisce ralinga e tubo.
3.3.2. Messa in opera
del dispositivo di trazione e di misura Appendere il cilindro all'insieme
paranco-dinamometro mediante un cavo di trazione che passa attraverso una maglia.
Posizionare l'asse del cilindro parallelamente al lato maggiore della rete. Posizionare
il dispositivo di misura dello spostamento.
Leggere l'indicazione iniziale
del dinamometro corrispondente al peso del cilindro e degli accessori. Questo
valore dovrà essere dedotto dalle altre letture.
3.3.3.
Svolgimento della prova Agendo sul paranco, mettere in tensione
la rete fino a che il dinamometro indichi 2KN più dell'indicazione iniziale. Annotare
l'indicazione fo corrispondente alla freccia iniziale (punto Po di origine della
curva).
Successivamente effettuare le misure della freccia in corrispondenza
ad aumenti del carico graduati approssimativamente mediante merementi di 1KN.
Annotare:
f1-fo per un carico p1 di circa 3KN
f2-fo
per un carico p2 di circa 4KN
Quando si è prossimi alla
rottura, si producono scricchiolii ed allora si suggerisce di aumentare la forza
con incrementi di soli 0,5KN.
3.3.4. Determinazione
dell'assorbimento di energia di rottura (fig. 3) Tracciare per
punti la curva carichi-allungamenti fino alla rottura della rete. Nella scala
del grafico, disegnare una superficie s, rappresentante 1kj (per esempio avente
i lati di 0,29 m e 0,5 KN).
Calcolare il rapporto S/s.
Questo
rappresenta l'assorbimento di energia di rottura cercato espresso in kilojoule.
3.3.5. Caso di dispositivo registratore In
questo caso realizzare con cura i collegamenti e le regolazioni prescritte nelle
istruzioni d'impiego, in particolare verificare le scale delle coordinate grafiche
per evitare errori sistematici rilevanti. Assicurare una velocità opportuna di
messa in carico in modo che la durata della prova sia al minimo di 3 minuti.
Determinare
il rapporto S/s nello stesso modo del punto 3.3.4.
3.4.
Valore minimo ammissibile di assorbimento dell'energia di rottura Un
prototipo di rete per dare una sufficiente sicurezza, deve assorbire nelle condizioni
sperimentali sopra definite e prima della rottura dei primi fili, una quantità
d'energia minima di 7 kilojoule (*).
----------
(*) Questo
valore corrispondete a una forza massima al momento della rottura di circa 25KN.
4. Prove
sui fili
Queste prove servono a determinare l'invecchiamento
della rete. Vengono effettuate a secco conformemente alle istruzioni della norma
NF G.36-150 (Istruzioni particolari per fili annodati) (fig. 4).
4.1.
Prove su fili nuovi Vengono eseguite dal fabbricante sulla treccia
o cordoncino che è servito a confezionare la rete (*).
Il certificato
del fabbricante deve indicare la forza di rottura F rilevata nella prova.
----------
(*) Di diametro minimo 40 mm., convenientemente fissati ai supporti.
4.2. Pove su fili usati Vengono
eseguiti su fili di prova che vengono fissati a questo scopo sulla rete.
Si
ammetterà che per una rete in apparente buono stato, la protezione rimanga sufficiente
fino a che la forza di rottura F' su fili annodati risulta uguale al 75% della
forza di rottura dei fili nuovi.
5.
Riparazione delle reti
La riparazione delle reti deve essere
effettuata dal fabbricante. Le maglie rotte devono essere raddoppiate.
Prima
di qualsiasi riparazione, effettuare un attento esame di tutta la rete che non
deve presentare nè usura evidente nè rilevante deformazione.
Dopo la
riparazione, la rete deve essere perfettamente piatta e non manifestare alcuna
tensione anomala.
Allegato
Messa in opera delle reti (Norme essenziali di sicurezza) (*)
A.1.
Limite di protezione
Il punto più basso della rete non
deve essere mai a più di 6 m al di sotto del livello da proteggere.
Regole
di messa in opera:
La rete messa in opera deve costituire una superficie
ricettiva di almeno 3 m di larghezza e formante un angolo variabile da 70° a 75°
con il piano verticale della facciata.
Quando la ralinga è fissata
con cappi, la distanza dei punti d'ancoraggio deve tenere conto della lunghezza
dei cappi.
La rete posata non deve essere tesa, sia che ne sia stata
prevista la posa con freccia iniziale corrispondente all'impiego di rete 3,10
m tra supporti distanti 3 m, sia che i supporti siano suscettibili di opportuni
spostamenti che permettano alla rete di formare una "tasca" quando un
carico vi precipiti dentro.
Se la rete è munita di ralinga, i punti
di fissaggio devono essere distanti al massimo 1 m.
Se la rete è senza
ralinga, le maglie verso l'esterno e le maglie verso l'edificio devono essere
infilate su tubi d'acciaio (**).
----------
(*) Per l'insieme
dei cantieri per riferimento alla normativa alla protezione dalle cadute da grande
altezza (decreto 65-48 dell'8 gennaio 1965).
(**) Di diametro minimo
40 mm., convenientemente fissati ai supporti.
A.2.
Regole di sicurezza
Qualunque siano le condizioni di impiego
proprie dei differenti tipi di supporto e di rete, è necessario prestare un'attenzione
particolare:
a) ai punti di ancoraggio dei supporti che non devono
consentire lo scorrimento di questi ultimi sotto l'azione delle forze agenti sulle
reti;
b) alla messa in opera dei supporti che deve essere prevista
nel programma di avanzamento delle campate e non deve comportare alcuna manovra
pericolosa;
c) all'ancoraggio e sganciamento delle reti dai supporti,
le operazioni devono essere effettuate senza rischi per il personale. I punti
di fissaggio della rete devono essere resistenti e tali da non danneggiarla;
d)
alle sovrapposizioni delle reti;
e) alla manovra di sollevamento della
rete per permettere alcune lavorazioni in facciata e al passaggio da un livello
all'altro.
Tutte le operazioni devono essere semplici e organizzate
secondo una procedura che non si presti ad alcuna improvvisazione.
I
supporti devono avere una resistenza sufficiente, una buona stabilità ed essere
disposti in maniera opportuna per non ferire la vittima di una caduta. Il fabbricante
fornirà le informazioni apposite, precisando tra le altre cose le condizioni di
sicurezza per la messa in opera e la piegatura.
Norme francesi
omologate NF P.93-312 novembre 1972
1.
Oggetto
La presente norma definisce:
- il contenuto
delle istruzioni d'impiego dei supporti destinati alla posa delle reti di sicurezza
per tutti quei lavori che implichino rischi di caduta da altezza elevata per il
personale;
- le modalità di prova dei supporti;
- le condizioni
di accettazione.
La progettazione e la realizzazione dei supporti sono
lasciate all'iniziativa del fabbricante.
2. Campo di applicazione
La presente norma si applica ai supporti relativi alle
reti di sicurezza normalmente descritte nella norma NF P.93-311.
3.
Istruzioni d'impiego
Le istruzioni redatte in lingua italiana
devono contenere le informazioni sottoriportate nel seguente ordine:
Materiale:
- natura
- caratteristiche meccaniche
- protezione
contro l'ossidazione
- elementi principali, misure d'impiego e d'ingombro,
descrizione.
Tipo d'assemblaggio
Modalità d'impiego
nei diversi casi:
- ancoraggio su soletta con o senza veletta
-
ancoraggio su parapetti di finestre
- ancoraggio su muro cieco.
In
ognuno di questi casi, precisare con vista chiara dell'insieme la localizzazione
degli elementi costitutivi.
- Messa in opera dell'insieme supporto-rete,
descrizione dettagliata dei diversi metodi di posa compatibili con la sicurezza.
Nei diversi casi, precisare in maniera completa le procedure operative, il personale
necessario, l'attrezzatura, i punti di ancoraggio (*); indicare inoltre il valore
massimo della reazione, la sua direzione nei diversi punti d'appoggio del supporto;
- sollevamento dei supporti e delle reti da un livello all'altro, manovre
da eseguire, personale, attrezzature, punti d'ancoraggio;
- rimozione
dell'attrezzatura; procedure operative e precauzioni da osservare;
-
stoccaggio, manutenzione, verifica del materiale.
----------
(*)
Indicazione della distanza massima o della distanza minima delle mensole (o dei
sostegni).
4. Verifiche e prove
4.1. Verifiche Queste verteranno essenzialmente
sulla qualità della realizzazione tecnica dei supporti. Quando questi ultimi comporteranno
saldature, queste devono essere realizzate conformemente alle norme di buona tecnica
(*).
----------
(*) Queste norme non possono venire riassunte,
sono funzione del tipo di materiale esaminato. In ogni caso è essenziale che il
lavoro di saldatura sia effettuato da saldatori esperti (in conformità alla pratica
della professione) ed impiegando prodotti di qualità; il lavoro deve essere oggetto
di controlli in corso di fabbricazione e sugli elementi finiti.
4.2.
Prove Le prove sono costituite da prove statiche di resistenza
che permettono la misura dell'assorbimento di energia di rottura, e da prove di
caduta. I due tipi di prova vengono realizzati sull'insieme supporto-rete, posato
in conformità con le istruzioni precisate dal costruttore per la messa in opera
nei diversi casi (ancoraggio su soletta, su parapetto, su muro cieco).
4.2.1.
Prove statiche Queste prove corrispondono alla verifica delle caratteristiche
di resistenza dell'attrezzatura esaminata, devono essere effettuate per ciascun
tipo di messa in opera (soletta, parapetto, muro cieco), se le condizioni di lavoro
sono diverse in ciascuno di questi casi.
Lo schema delle modalità di
prova è riportato in figura 1. La rete è normalmente posata sui suoi supporti,
lo sforzo di trazione viene esercitato verticalmente dall'alto in basso in mezzaria
per mezzo del cilindro definito per la prova delle rete nella norma NF P.93-311.
Il procedimento della prova è indentico a quello esposto nella norma precedente,
ma comporta dei necessari adattamenti (*); ad ogni prova, determinare la curva
forza-aumento di freccia così come l'assorbimento di energia di rottura.
Per
ciascun tipo di attrezzatura, si opererà:
a) sulla verticale di un
sostegno
b) a distanza intermedia tra due sostegni, sia su campata
qualsiasi, sia su campata d'estremità.
----------
(*) In
particolare, verrà presa ogni precauzione per evitare la caduta del cilindro al
momento della rottura della rete.
4.2.2. Prove
di caduta Queste prove hanno lo scopo di verificare che l'elasticità
dei supporti non si traduca in rischio di rimbalzo del carico (colpo di racchetta).
La prova è realizzata facendo cadere tra due supporti un sacco di sabbia
da 100 kg da un'altezza di 6 m.
4.3. Norme di
accettazione L'accettazione dei supporti dipende essenzialmente
dall'ottenimento di requisiti di prove sufficienti.
I materiali dovranno
essere esaminati in vista di assicurare che la loro fabbricazione sia tecnologicamente
conforme alle istruzioni e correttamente realizzata.
4.3.1.
Requisiti minimi di prova - Le prove statiche definite in 4.2.1.
devono in goni caso dare valori d'assorbimento di energia almeno uguali ai valori
d'assorbimento della sola rete, determinato secondo la norma NF P.93-311.
-
Perchè queste prove statiche siano giudicate soddisfacenti per quanto riguarda
i supporti, è necessario che in tutti i casi la rottura della rete si produca
prima che la deformazione dei supporti causi la caduta del cilindro fuori dalla
rete.
- Infine, per la prova statica sulla verticale del supporto,
il cilindro non deve arrivare in contatto con il sostegno per un valore di energia
assorbita inferiore a 6 kilojoule.
4.3.2. Prove
di caduta Per le prove di caduta definite al punto 4.2.2. il sacco
deve rimanere nella rete, vale a dire che esso non deve rimbalzare dalla superficie
ricettiva.
5.
Certificato di garanzia
Il costruttore s'impegna a fornire
dei supporti conformi in ogni punto a quanto descritto nelle istruzioni (*). Le
prestazioni minime fissate al par. 4.3.1. devono essere garantite.
----------
(*) Se si verificano variazioni nella fabbricazione, le istruzioni
devono essere opportunamente aggiornate.
5.1.
Validità del certificato di garanzia Il certificato di garanzia
è valido solo nel caso che il materiale sia correttamente messo in opera con gli
elementi d'assemblaggio originali, sia in buono stato e che non sia stato oggetto
di alcuna riparazione di fortuna (*) o di modifica.
----------
(*)
Alcun elemento sia stato raddrizzato a caldo.
5.2.
Qualsiasi variante nell'impiego o nella messa in opera deve, perchè la garanzia
sia valida, essere oggetto di preventivo accordo tra fabbricante e utilizzatore,
fatto salvo che le prescrizioni di sicurezza relative alla posa o al sollevamento
non devono mai essere sacrificate.
Parte III
ISTRUZIONI
PER LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO
NELLA PRODUZIONE, TRASPORTO
E MONTAGGIO
DI ELEMENTI PREFABBRICATI IN C.A. E C.A.P.
Titolo
I - Campo di applicazione
Titolo II - Produzione elementi
prefabbricati
Capo I - Prescrizioni di carattere generale
Capo II - Elementi prefabbricati a cavi pre-tesi
Capo III - Elementi prefabbricati a cavi post-tesi
Capo IV
- Elementi pefabbricati ottenuti per centifugazione
Titolo
III - Trasporto e montaggio degli elementi prefabbricati
Titolo
I
Campo di applicazione
Attività soggette
Art.1.
Le presenti norme si applicano alle attività riguardanti la totale o parziale
costruzione per montaggio con elementi prefabbricati in c.a. e c.a.p.
Per
quanto non espressamente indicato valgono le norme emanate in forza della legge
12 febbraio 1965, n. 51.
Titolo II
Produzione
con elementi prefabbricati
Capo I
Prescrizioni
di carattere generale
Stampi e casseformi
Art. 2. Gli stampi e le casseforme
per la formatura degli elementi prefabbricati devono avere requisiti progettuali
e costruttivi tali da rendere sicure le operazioni di getto, di sformatura e tutte
le altre transitorie con riferimento alle sollecitazioni cui vengono sottoposti
in tali fasi.
Le modalità di utilizzo di stampi e casseforme e dei
mezzi meccanici per l'esecuzione delle operazioni attinenti l'attività di prefabbricazione
devono essere portate a conoscenza degli operatori e riportati su apposite tabelle,
disponibili sul luogo di lavoro.
L'accesso alla zona interessata da
"casseri basculanti" è consentito dopo che sia stata assicurata la posizione
di fermo dei casseri stessi mediante proprio dispositivo di blocco.
Prima
di eseguire interventi su casseri a chiusura oleo-dinamica o comunque meccanica,
le operazioni di chiusura devono essere impedite mediante dispositivo di blocco
della posizione di fermo disattivabile dal solo operatore incaricato dell'intervento.
In caso di sollevamento oleo-dinamico, la posizione di fermo deve essere
assicurata mediante dispositivo meccanico di blocco.
Qualora i lavoratori
debbano operare su stampi lubrificati, devono essere prese misure idonee contro
il pericolo di scivolamento, fornendo comunque calzature con suole antisdrucciolevoli.
Impianti di illuminazione elettrici, macchine ed apparecchi elettrici
mobili e portatili
Art. 3. Ai fini
dei dispositivi di cui al Titolo 7 del D.P.R. n. 547/1955 e delle norme di buona
tecnica lo stabilimento deve intendersi come "luogo bagnato", nelle
zone destinate ai getti e alla produzione di calcestruzzo.
Gli impianti
elettrici installati in zone soggette a stillicidio o ad investimento di liquidi
devono essere conformi alle relative norme CEI.
Art.
4. Nell'esecuzione delle operazioni di pulizia di stampi e casseforme, di
taglio e/o finitura di getti prefabbricati, di applicazione di disarmanti, od
operazioni similari che possono costituire pericolo per l'operatore o per terzi,
quali ad esempio l'impiego di getti a pressione o di soluzioni acide, dovranno
osservarsi le seguenti prescrizioni:
- i comandi delle apparecchiature
utilizzate devono essere del tipo ad "uomo presente", tali cioè da garantire
l'interruzione automatica all'atto dell'abbandono, anche accidentale, dell'organo
di comando;
- l'operatore dovrà essere dotato di idonei mezzi di protezione
individuali;
- nella zona interessata dalle sopraddette operazioni
dovrà essere impedito l'accesso alle persone non addette alle operazioni stesse.
Sformatura e movimentazione degli elementi
prefabbricati
Art. 5. Le operazioni
di sformatura e movimentazione devono essere effettuate secondo prescrizioni scritte,
riguardanti la resistenza e la stabilità degli elementi prefabbricati stessi e
sotto la diretta sorveglianza di personale esperto responsabile.
Nel
formulare le disposizioni scritte il responsabile dello stabilimento dovrà anche
tenere presenti le prescrizioni dei progettisti degli elementi prefabbricati.
Caratteristiche delle asole e di altri dispositivi equivalenti
per il sollevamento degli elementi prefabbricati
Art.
6. Gli inserti atti al sollevamento degli elementi prefabbricati devono essere
progettati in conformità alle vigenti norme di legge e a quelle di buona tecnica.
Si prescrive l'impiego di materiali con caratteristiche tali da conservare
sufficienti proprietà elastiche, tenendo conto di condizioni di impiego e temperatura
particolarmente bassa.
Durante le fasi di produzione dell'elemento
prefabbricato si deve evitare qualsiasi operazione che possa modificare le caratteristiche
di resistenza dell'inserto.
L'utilizzo degli inserti per il sollevamento
degli elementi prefabbricati va fatto secondo le istruzioni che il progettista
degli elementi è tenuto ad indicare.
Gli inserti se non costituiti
da materiale inossidabile, devono essere opportunamente protetti contro l'ossidazione
nella parte sporgente e per almeno 4 cm. nel getto o opportunamente surdimensionati
per tener conto degli effetti dell'ossidazione.
Particolari
attrezzature per il sollevamento
Art.
7. L'imbragatura mediante nastri, cinghie e simili va fatta osservando tutte
le norme previste per funi, catene e simili di cui al D.P.R. n. 547/1955 e del
Titolo III del D.M. 12 settembre 1959.
In corrispondenza del contatto
con spigoli vivi dell'elemento da sollevare vanno impiegati idonei dispositivi
di protezione.
Impiego di ventose
Art.
8. Il campo di azione degli apparecchi di sollevamento e sollevamento - trasporto
provvisti di ventose per la presa del carico deve essere delimitato con barriere
e le manovre di sollevamento - trasporto devono essere preannunciate con apposite
segnalazioni in modo da consentire l'allontanamento delle persone che si trovano
esposte al pericolo dell'eventuale caduta del carico.
Stoccaggio
degli elementi prefabbricati
Art. 9.
Le modalità di stoccaggio degli elementi prefabbricati devono essere tali da garantire
la stabilità al ribaltamento, tenute presenti le eventuali azioni di agenti atmosferici
o azioni esterne meccaniche.
Gli elementi di sostegno devono essere
dimensionati in modo da resistere alla spinta loro trasmessa dagli elementi prefabbricati
senza tener conto dell'eventuale equilibramento ottenibile con particolare sistemazione
dei pezzi stoccati.
Lo stoccaggio dei pezzi deve essere eseguito sulla
base di disposizioni scritte, predisposte a cura del responsabile dello stabilimento.
I piani di stoccaggio devono avere resistenza adeguata alle azioni
trasmesse dagli elementi stoccati al fine di evitare crolli o ribaltamenti dovuti
a cedimenti dei piani medesimi.
Le portate utili delle puntellazioni
o degli elementi di puntellazione impiegati, devono essere indicate con apposita
targhetta o sistema equivalente.
Capo II
Elementi
prefabbricati a cavi pre-tesi
Testate di ancoraggio
Art.
10. Le testate di ancoraggio e tutte le parti accessorie di queste devono
essere progettate e realizzate secondo le vigenti norme di legge per le strutture
metalliche o in conglomerato cementizio armato e precompresso e secondo le norme
di buona tecnica.
Sulla testata stessa dovrà essere affissa un'apposita
targa, a cura del costruttore, indicante l'entità del tiro e la misura della eccentricità
ammissibile con esplicito riferimento alle variazioni delle condizioni d'uso.
Morsetti ed apparecchiature di bloccaggio
Art. 11. I morsetti ed apparecchiature
di bloccaggio dovranno rispondere ai requisiti di cui alle "Istruzioni relative
alle norme di legge per l'esecuzione delle opere in c.a. normale e precompresso
e per le strutture metalliche".
I cilindri dei morsetti e le altre
apparecchiature di bloccaggio di trefoli, fili o trecce a tesare, devono riportare
un marchio indelebile che consenta d'inviduare:
a) il fabbricante
b)
il tiro massimo ammissibile
c) i diametri d'impiego
L'utilizzo
e la manutenzione dei morsetti e delle apparecchiature di bloccaggio vanno fatte
secondo le indicazioni che il fabbricante è tenuto a consegnare all'atto di ogni
fornitura. Prima di ogni reimpiego deve essere eseguito un controllo della loro
efficienza ed integrità.
E' vietato accoppiare tra loro elementi di
morsetto di diversi fornitori o di tipo diverso dello stesso fornitore.
Apparecchiature
di tesatura
Art. 12. Ogni macchina
deve essere dotata di due dispositivi indipendenti di limitazione automatica dell'entità
del tiro al raggiungimento del valore prefissato.
L'apparecchiatura
di tesatura deve essere corredata, a cura del fabbricante, di un certificato di
taratura rilasciato dallo stesso e da istruzioni per l'effettuazione di controlli
periodici.
A cura dell'utilizzatore devono essere annotati l'esito
dei controlli periodici effettuati nonchè ogni tipo di intervento cui l'apparecchiatura
viene sottoposta durante l'utilizzo.
Fase
di tesatura dei cavi
Art. 13. Le
operazioni del lavoro di tesatura dei cavi devono essere eseguite secondo schemi
opportunamente predisposti, tali da garantire le condizioni di sicurezza. Gli
schemi devono prevedere che l'operatore non possa trovarsi sulla direzione dei
cavi già tesati.
Durante le operazioni di tesatura è fatto obbligo
di adottare segnali luminosi intermittenti. L'inizio e la fine delle azioni di
tesatura vanno segnalate con avvisatori acustici.
Nella fase di tesatura
il personale deve rimanere lontano dalla pista ad esclusione della sola persona
che esegue le operazioni di tesatura. La distanza di sicurezza deve essere almeno
uguale alla metà del tratto di cavo libero di maggior lunghezza (tra due separatori,
tra testata e testata).
La postazione dove viene eseguita l'operazione
di tesatura deve essere dotata di idonee protezioni laterali, frontali, a soffitto.
Tali protezioni devono essere realizzate in modo da garantire la visibilità
della pista.
Devono essere predisposte barriere continue, cieche, realizzate
in materiale idoneo, dietro entrambe le testate. Tali barriere, limitatamente
al posto ed al tempo di tesatura, possono, per motivi tecnologici, essere rimesse
purchè sia impedito il passaggio di personale alle spalle di chi tesa.
In
ogni caso le barriere dovranno essere rimesse a posto dopo la fase di tesatura
e mantenute per tutto il periodo in cui restano cavi liberi in tensione.
Capo
III
Elementi prefabbricati a cavi post - tesi
Prescrizioni
relative alle strutture a cavi post-tesi
Art.
14. Sono applicabili alla produzione di elementi prefabbricati a cavi post-tesi
le prescrizioni di cui al Titolo II, Capo II delle presenti istruzioni:
-
Art. 11 (Morsetti ed apparecchiature di bloccaggio);
- Art. 12 (Apparecchiature
di tesatura);
- Art. 13 (Fase di tesatura dei cavi), limitatamente
al 1° comma, al 2° comma per intero nel caso di produzione in stabilimento e per
la sola seconda parte nel caso di produzione in cantiere a piè d'opera.
Prescrizioni
particolari per elementi prefabbricati post-tesi
Art.
15. Il piano di lavoro dovrà essere adeguatamente compattato per le operazioni
di tesatura e successiva movimentazione degli elementi tesati. Si dovrà in particolare
evitare che durante le operazioni di tesatura a causa di dislivelli o cedimenti
del piano di posa possa determinarsi il ribaltamento e/o la rottura degli elementi
soggetti alla precompressione.
Prima di procedere alle operazioni di
precompressione dovrà verificarsi la corretta disposizione delle testate di ancoraggio
e la tolleranza delle dimensioni geometriche dei manufatti per evitare rotture
o spanciamenti eccessivi dei medesimi, che possono risultare pericolosi sia nelle
fasi di tesatura che nelle fasi di movimentazione.
Fase
di tesatura dei cavi
Art. 16. Durante
le operazioni di tesatura è impedito il passaggio di personale alle spalle delle
testate degli elementi in corso di tesatura. In caso contrario vanno predisposte
adeguate barriere realizzate in materiale idoneo.
Stoccaccio
in cantiere
Art. 17. Nel caso di stoccaggio all'aperto
di apparecchiature di tesatura, di apparecchiature di bloccaggio, di cavi, trefoli,
ecc., il predetto materiale prima del suo reimpiego dovrà essere assoggettato
a controllo di idoneità.
Capo IV
Elementi prefabbricati
ottenuti per centrifugazione
Centrifugazione e sformatura
Art. 18. Durante la centrifugazione
è fatto divieto assoluto di accesso alle persone nella zona riservata agli impianti,
zona che deve essere segregata con idonee barriere cieche e continue.
Prima
della messa in moto delle centrifughe deve essere controllato il corretto montaggio
delle fome e la loro chiusura; analogo controllo deve essere effettuato nella
fase di smontaggio delle forme e di sformatura.
Durante il funzionamento
della centrifuga è fatto obbligo di adottare appositi segnali luminosi intermittenti.
Titolo III
Trasporto e montaggio degli
elementi prefabbricati
Disposizioni di carattere generale
Art.
19. Il carico, il trasporto e lo scarico degli elementi prefabbricati devono
essere effettuati con i mezzi e le modalità appropriati in modo da assicurare
la stabilità del carico e del mezzo in relazione alla velocità di quest'ultimo
e alle caratteristiche del percorso.
I percorsi su aree private
e nei cantieri devono essere fissati previo controllo della loro agibilità e portanza
da ripetere ogni volta che, a seguito dei lavori o di fenomeni atmosferici, se
ne possa presumere la modifica.
Nel caso di terreni in pendenza andrà
verificata l'idoneità dei mezzi di sollevamento a sopportare il maggior momento
ribaltante determinato dallo spostamento di carichi sospesi; andrà inoltre verificata
l'idoneità del sottofondo a sopportare lo sforzo frenante soprattutto in conseguenza
di eventi atmosferici sfavorevoli.
Idoneità del personale
Art.
20. Le operazioni di montaggio devono essere eseguite da lavoratori fisicamente
idonei, sotto la guida di persona esperta.
Istruzioni scritte
Art. 21. Il fornitore dei prefabbricati
e la ditta di montaggio, ciascuno per i settori di loro specifica competenza,
sono tenuti a formulare istruzioni scritte corredate da relativi disegni illustrativi
circa le modalità di effettuazione delle varie operazioni e di impiego dei vari
mezzi al fine della prevenzione degli infortuni. Tali istruzioni dovranno essere
compatibili con le predisposizioni costruttive adottate in fase di progettazione
e costruzione.
Piano antinfortunistico
Art.
22. Prima dell'inizio dell'opera deve essere messa a disposizione dei responsabili
del lavoro, degli operatori e degli organi di controllo, la seguente documentazione
tecnica:
- piano di lavoro sottoscritto dalla o dalle ditte e dai tecnici
interessati che descriva chiaramente le modalità di esecuzione delle operazioni
di montaggio e la loro successione;
- procedure di sicurezza da adottare
nelle varie fasi di lavoro; fino al completamento dell'opera;
- nel
caso di più ditte operanti nel cantiere, cronologia degli interventi da parte
delle diverse ditte interessate.
In mancanza di tale documentazione
tecnica, della quale dovrà essere fatta esplicita menzione dei documenti di appalto,
è fatto divieto di eseguire operazioni di montaggio.
Nel caso di un'unica
impresa incaricata dell'esecuzione dell'opera, le istruzioni scritte di cui all'art.
21, opportunamente redatte ed integrate possono essere utilizzate quale idonea
documentazione tecnica.
Protezione contro
la caduta di persone
Art. 23. Ai
sensi dell'articolo 16 del D.P.R. del 7 gennaio 1956, n. 164, nelle operazioni
di montaggio di strutture prefabbricate, quando esiste pericolo di caduta di persone,
deve essere attuata almeno una delle seguenti misure di sicurezza atte ad eliminare
il predetto pericolo:
a) impiego di impalcatura, ponteggio o analoga
opera provvisionale;
b) adozione di cinture di sicurezza con bretelle
collegate a fune di trattenuta di lunghezza tale da limitare l'eventuale caduta
a non oltre 1,5 m.;
c) adozioni di reti di sicurezza;
d)
adozione di altre precauzioni discendenti da quanto indicato dall'articolo 28
del D.P.R. 7 gennaio 1956, n. 164 ed espressamente citate nelle procedure di sicurezza
e nelle istruzioni scritte di cui all'articolo 21 e 22 delle presenti istruzioni.
Nella costruzione di edifici, in luogo delle misure di cui al precedente
comma, punto a), possono essere adottate difese applicate alle strutture prefabbricate
a piè d'opera ovvero immediatamente dopo il loro montaggio, costituite da parapetto
normale con arresto al piede come previsto dall'articolo 26 del D.P.R. 27 aprile
1955, n. 547, ovvero dal parapetto normale, arretrato di 30 cm. rispetto al filo
esterno della struttura alla quale è affiancato, e sottostante mantovana, in corrispondenza
dei luoghi di stazionamento e di transito accessibili.
Indicazione
del peso degli elementi prefabbricati
Art.
24. Su tutti gli elementi prefabbricati destinati al montaggio e di peso superiore
a 2 tonnellate deve essere indicato il loro peso effettivo.
Protezione
della testa
Art. 25. Per tutti gli
addetti alle operazioni di montaggio è prescritto l'uso di elmetto protettivo.
Divieto di accesso agli estranei nelle aree
di montaggio
Art. 26. Nell'area direttamente
interessata al montaggio deve essere vietato l'accesso ai non addetti al lavoro.
Tale divieto deve essere visibilmente richiamato e devono essere messe in opera
idonee protezioni quali cavalletti, barriere flessibili o mobili o simili.
Operazioni
di montaggio in particolari condizioni metereologiche
Art.
27. Nelle istruzioni e nella documentazione tecnica di cui agli articoli 21
e 22 dovranno essere indicate le condizioni metereologiche in corrispondenza delle
quali, in relazione alle attività svolte, dovrà essere arrestato il lavoro. La
velocità massima del vento ammessa per non interrompere il lavoro di montaggio
deve essere determinata in cantiere tenendo conto della superficie e del peso
degli elementi oltrechè del tipo particolare di apparecchio di sollevamento usato.
Di regola gli apparecchi di sollevamento non devono essere utilizzati
se la velocità del vento supera i 60 km/h.
Peraltro tale limite deve
essere convenientemente ridotto quando di tratti di sollevare degli elementi leggeri
di grande superficie come pannelli di rivestimento o elementi di copertura.
Protezione
durante le operazioni di montaggio degli elementi prefabbricati
Art.
28. Durante le operazioni di montaggio degli elementi prefabbricati dovrà
essere impedito il transito di persone nella zona che potrebbe essere interessata
da un'eventuale caduta degli elementi.
La delimitazione di tale zona
dovrà essere eseguita in rapporto alla tipologia degli elementi, al loro peso,
alle procedure di montaggio ed alla quota di lavoro.
Fasi
transitorie e di montaggio
Art. 29.
In tutte le fasi transitorie di montaggio dovrà essere assicurata la stabilità
dei singoli elementi e delle parti già assemblate.
Le attrezzature
provvisionali di montaggio e di puntellazione dovranno essere idonee all'impiego.
Tale idoneità dovrà essere accertata dal progettista del montaggio
attraverso una verifica delle sollecitazioni alle quali potranno essere assoggettate
nelle varie fasi del montaggio e dal preposto al montaggio attraverso un controllo
delle caratteristiche costruttive delle attrezzature e del loro stato di conservazione
in rapporto all'uso.
Le attrezzature provvisionali e di puntellazione
dovranno essere assoggettate a manutenzione periodica almeno annuale.
Attrezzature
destinate alla posa in opera di elementi prefabbricati per impalcati di ponti,
viadotti, cavalcavia e sottovia (carri di varo)
Art.
30. I carri di varo per la messa in opera di elementi prefabbricati devono
essere costruiti ed utilizzati conformemente ad un progetto appositamente redatto
e firmato da ingegnere od architetto abilitato all'esercizio della professione,
per ogni utilizzo.