Prevenzione infortuni nei cantieri - Betoniere.
Nello svolgimento dell'attività
di vigilanza antinfortunistica si è avuto modo di riscontrare la non sempre puntuale
rispondenza delle betoniere alle norme generali di prevenzione, soprattutto in
relazione all'art. 7 del D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547.
Ciò ha determinato una serie di
provvedimenti degli organi ispettivi, volti ad eliminare le condizioni di pericolo,
che hanno, però, forzatamente dato luogo a disparità di interventi.
Sono infatti sorti dubbi interpretativi
su alcune norme di prevenzione che si rende ora necessario rimuovere per garantire
la dovuta uniformità applicativa.
Si è provveduto pertanto ad individuare
specifiche tecniche di sicurezza, per il settore delle betoniere, contenute in
due allegati che fanno parte integrante della presente circolare.
Campo di applicazione
Le presenti direttive, sulle quali
ha espresso favorevole avviso la Commissione consultiva
per la prevenzione degli infortuni, si applicano alle macchine per impastare conglomerati
cementizi, utilizzate nei cantieri - cioè alle betoniere denominate a bicchiere
e ad inversione di marcia - e alle autobetoniere; per queste ultime, si precisa
che le prescrizioni tecniche riguardano solo la parte lavorativa e non il veicolo
in quanto tale, la sua guida e la circolazione su strada.
In considerazione peraltro delle
notevoli diversità costruttive, e quindi dei rischi connessi all'uso, dei due
tipi di betoniere, le misure tecniche di sicurezza sono state individuate con
carattere di specificità e si trovano quindi enunciate in due distinti allegati.
Certificazione di conformità
al tipo
I costruttori, prima dell'immissione
in commercio delle macchine possono sottoporre il prototipo delle stesse a controllo
di conformità alle presenti norme presso gli istituti pubblici specializzati (indicati
nell'allegato C) i quali rilasceranno all'uopo la relativa certificazione.
Ai fini di snellimento dell'attività
di vigilanza l'esibizione da parte dei costruttori o degli utenti del certificato
costituisce una semplice presunzione di osservanza delle norme di sicurezza.
Il C.N.R., le Università interessate
e il Commissario liquidatore dell'ENPI, ove non ostino particolari ragioni organizzative
e tecniche, sono pregati di dare istruzioni agli istituti collegati, di cui all'allegato
C, per l'assolvimento dei compiti di cui alle presenti disposizioni.
Disposizioni finali
Per l'adozione dei provvedimenti
di propria competenza gli Ispettorati in indirizzo possono, avvalendosi del potere
discrezionale conferito con D.P.R. n. 520/1955, in relazione ai singoli punti
di non conformità e alle diverse difficoltà attuative, concedere i tempi tecnici
necessari per l'aggiornamento delle macchine in uso.
Allegato A
Misure di prevenzione per le betoniere
1. Campo di applicazione
1.1. La presente normativa si
applica alle betoniere utilizzate nei cantieri e denominate commercialmente a
bicchiere e ad inversione di marcia.
2. Posto di manovra
2.1. Il posto di manovra deve
essere sistemato in posizione tale da consentire una perfetta e totale visibilità
di tutte le parti delle quali si determini il movimento.
3. Indicazione delle manovre
3.1. Il verso dei movimenti determinato
dai pulsanti o dalle leve deve essere indicato in modo durevole da frecce ben
visibili o da altro idoneo segnale. Il verso dei movimenti determinato dal volante
deve essere indicato solo nel caso di non coincidenza con il senso di rotazione
dell'elemento comandato.
4. Organi di comando
4.1. Gli organi di comando debbono
essere facilmente raggiungibili dall'operatore: l'azionarli deve risultare agevole.
4.2. Gli organi di comando conformati
a leva devono essere provvisti di dispositivo di blocco meccanico o elettromeccanico
nella posizione 0. Per gli organi di comando a pedale in luogo del dispositivo
di cui sopra è sufficiente la protezione al di sopra e ai lati del pedale.
4.3. I pulsanti devono essere
incassati sulla pulsantiera o protetti da anello rigido solidale alla pulsantiera
stessa.
4.4. Gli organi di comando per
il movimento della benna di caricamento costituiti da leve e pulsanti, devono
essere del tipo a uomo presente; tali leve o pulsanti devono essere provvisti
di ritorno automatico nella posizione di arresto.
4.5. Nelle betoniere a vasca ribaltabili
il volante che comanda il ribaltamento del bicchiere deve avere i raggi accecati
nei punti nei quali esista il pericolo di tranciamento.
5. Stabilità dell'apparecchio
5.1. Il momento stabilizzante
deve essere non inferiore al doppio del massimo momento ribaltante che possa ipotizzarsi
considerando la spinta del vento concomitante con le condizioni di carico e lo
stato di movimento meno favorevoli alla stabilità, riferita ad un piano che abbia
inclinazione non inferiore a 5 gradi sull'orizzontale.
Tale condizione dovrà risultare
dal calcolo di verifica eseguito da un tecnico abilitato a norma di legge.
Il costruttore dovrà garantire
che la macchina è stata costruita in modo conforme al progetto completo di verifica
di stabilità al ribaltamento.
In allegato al manuale d'istruzione
dovrà essere fornita la dichiarazione di conformità compilata secondo il modello
A.
6. Protezioni particolari
6.1. Le parti laterali della macchina
nella zona di movimento non debbono presentare pericolo di schiacciamento o cesoiamento.
Tali parti debbono essere chiuse
con pareti piene e con traforati metallici aventi maglie di dimensioni tali da
non permettere il contatto delle dita del lavoratore con organi di movimento.
6.2. Nelle benne a sollevamento,
con argano e fune, il motore deve essere di tipo autofrenante. I coefficienti
di sicurezza delle funi devono essere non inferiori a 8.
6.3. Le benne a sollevamento oleodinamico
debbono essere munite di dispositivo di arresto automatico per interruzione dell'energia
di azionamento (comprese le interruzioni per rotture e sfilamento dei tubi).
6.4. Contro il pericolo di schiacciamento
frontale durante il movimento della benna, le macchine di tipo oleodinamico non
possono avere una velocità superiore a 10 metri al minuto primo.
7. Organi di trasmissione
7.1. Le pulegge, le cinghie, i
volani, gli ingranaggi ed altri organi analoghi destinati a trasmettere movimento
devono essere protetti contro il contatto accidentale mediante l'applicazione
di idonee protezioni.
7.2. Lo sportello della betoniera
a bicchiere non costituisce protezione degli organi di trasmissione.
7.3. Le funi metalliche devono
essere provviste di dispositivo contro lo svolgimento dei trespoli alle estremità
libere (legatura o piombatura).
7.4. Gli attacchi devono essere
eseguiti in modo da evitare sollecitazioni pericolose nonchè impigliamenti o accavallamenti.
7.5. I denti della corona dentata
applicata alla vasca devono essere completamente protetti con apposito carter.
7.6. Il pignone che trasmette
la rotazione del motore alla vasca, deve essere protetto con apposito carter.
7.7. I tamburi e le pulegge di
rinvio, quando accessibili, devono essere protetti con adatti elementi di segregazione.
In ogni caso devono essere provvisti di dispositivi contro la fuoriuscita delle
funi.
7.8. I tamburi e le pulegge motrici
sui quali si avvolgono le funi metalliche devono avere un diametro non inferiore
a 25 volte il diametro delle funi ed a 300 volte il diametro dei fili elementari
di queste.
7.9. Per le pulegge di rinvio
il diametro non deve essere inferiore rispettivamente a 20 e 250 volte.
8. Fine corsa
8.1. Le betoniere equipaggiate
con benna di caricamento azionata da argano e fune metallica, devono essere provviste
di dispositivi di fine corsa agenti sull'apparato motore per l'arresto automatico
della benna all'estremità della sua corsa.
9. Impianto oleodinamico
9.1. Le betoniere ad azionamento
idraulico devono essere provviste dei seguenti dispositivi di sicurezza:
- valvola di massima pressione;
- valvola di blocco o di regolazione
di flusso per mancanza di fluido motore.
Le tubazioni flessibili devono
portare la stampigliatura dell'unificazione SAE ed essere protette contro il danneggiamento
meccanico.
10. Equipaggiamento elettrico
delle betoniere
10.1. Gli impianti elettrici devono
possedere, in relazione alle esigenze della sicurezza del lavoro, i necessari
requisiti di idoneità.
10.2. I predetti impianti inoltre
devono essere costruiti tenendo conto delle caratteristiche dell'ambiente in cui
devono essere installati e della funzione cui devono adempiere.
10.3. Tutti i materiali elettrici,
gli apparecchi ed i loro contenitori devono essere adatti all'ambiente in cui
sono installati e devono in particolare resistere alle azioni meccaniche, chimiche
e termiche alle quali possono essere esposti durante l'esercizio.
10.4. Il grado di protezione meccanica
minimo per tutti i componenti non deve essere inferiore a IP 44 secondo la classificazione
CEI-UNEL.
Per le macchine che presentano
apparecchiature elettriche che possono essere soggette a getti d'acqua in pressione,
il grado di protezione deve corrispondere a IP 55.
10.5. Il grado di protezione,
quale caratteristica costruttiva necessaria per l'uso in ambiente speciale delle
macchine, degli apparecchi elettrici e dei componenti d'impianto, deve essere
indicato dal costruttore degli stessi in maniera indelebile, su ogni macchina,
apparecchio o componente destinato all'equipaggiamento elettrico delle betoniere.
10.6. Tutti i collegamenti elettrici
d'impianto debbono essere realizzati in modo da evitare qualsiasi pericolo di
contatti accidentali con le parti in tensione.
10.7. Per le apparecchiature situate
in contenitori deve essere prevista una protezione per impedire qualsiasi contatto
accidentale con parti in tensione.
10.8. La predetta protezione può
essere realizzata in uno dei seguenti modi:
a) mediante rivestimento o protezione
di tutte le parti sotto tensione in modo che esse non possano inavvertitamente
essere toccate quando il contenitore è aperto;
b) mediante interblocco della
portata del contenitore con dispositivo di sezionamento dell'alimentazione;
c) fissaggio della porta mediante
elementi che comportino l'uso di un attrezzo per rimuoverli;
d) chiusura della porta con chiave
o con attrezzo speciale.
Nei casi di cui alle lettere c)
e d) deve essere apposta sulla porta la dicitura: "prima di aprire togliere
la tensione".
10.9. Quando all'interno del contenitore
esistono apparecchi elettrici suscettibili di essere azionati durante l'esercizio
(non dall'esterno) bisogna attenersi unicamente ai mezzi di protezione indicati
ai punti a) e b).
10.10. Il dispositivo di allacciamento
alla rete di alimentazione deve permettere di distaccare completamente l'equipaggiamento
elettrico della macchina dalla rete stessa.
10.11. Le macchine devono essere
equipaggiate con morsettiera ovvero con spine fissate stabilmente su apposito
supporto.
10.12. Tutte le derivazioni a
spina devono avere le parti in tensione delle prese non accessibili senza l'uso
di mezzi speciali; inoltre, non devono essere accessibili le parti in tensione
delle spine quando siano in parte o completamente inserite nella presa corrispondente.
10.13. Le prese devono essere
munite di un dispositivo di ritenuta che eviti il disinnesto accidentale della
spina. Non sono ammesse prese a spina mobile (prolunghe).
10.14. Le prese a spina devono
essere provviste di polo di terra ed essere tali che all'atto dell'innesto il
contatto di terra si stabilisca prima di quello di fase e all'atto del disinnesto
l'interruzione si verifichi dopo quella dei contatti di fase.
10.15. L'apparecchiatura elettrica
della macchina deve essere provvista, a valle del punto di allacciamento alla
rete di alimentazione, di un interruttore generale onnipolare che operi l'interruzione
simultanea di tutti i conduttori attivi.
Tale interruttore deve:
- essere manovrabile solo a mano;
- avere soltanto le posizioni
"aperto", "chiuso" ben definite;
- raggiungere le posizioni definitive
senza arresto in posizione intermedia;
- portare, chiaramente, le indicazioni
di "aperto" e "chiuso".
10.16. Tutti i circuiti componenti
l'equipaggiamento elettrico devono essere protetti contro i cortocircuiti.
10.17. A monte di ciascun motore
di potenza superiore a 1 Kw devono essere installati dispositivi atti a proteggerlo
dai sovraccarichi, anche se conseguenti a mancanza di fase.
10.18. Le protezioni di cui ai
due punti precedenti possono essere effettuate a mezzo di fusibili o interruttori
automatici e, comunque, devono essere disposte a valle dagli interruttori del
circuito da proteggere e inserite su tutte le fasi o poli del circuito stesso.
10.19. Tutti i dispositivi di
protezione di cui sopra devono essere dimensionati in relazione alla potenza nominale
assorbita dal circuito a valle e alla portata nominale dei conduttori protetti.
10.20. La sezione dei conduttori
di rame ricotto non deve essere inferiore a 1,5 mm quadrati per cavi unipolari,
1 mm quadrato
per cavi multipolari.
10.21. I cavi devono essere provvisti
di rivestimento isolante continuo adeguato alla tensione, ed appropriato, ai fini
della sua conservazione ed efficacia, alle condizioni di temperatura, umidità
ed aggressività dell'ambiente.
10.22. I conduttori devono presentare
tanto fra loro quanto verso terra un isolamento adeguato alla tensione dell'impianto.
10.23. Per condutture in vista
devono essere usati cavi isolati con rivestimento protettivo esterno non igroscopico,
con grado di isolamento non inferiore a 3.
10.24. Per condutture in tubo
protettivo devono essere usati cavi isolati con grado di isolamento non inferiore
a 3.
10.25. I conduttori di messa a
terra e di protezione devono essere identificati con i colori "giallo-verde"
(bicolore).
10.26. Conduttori appartenenti
a circuiti diversi possono essere affiancati nello stesso tubo purchè sottoposti
alla stessa tensione. Se sono sottoposti a tensioni diverse (potenza-ausiliari)
devono essere posti in condotti separati oppure avere grado di isolamento per
la tensione più alta alla quale può essere alimentato uno qualunque dei conduttori
posti nel condotto.
10.27. I cavi devono essere sostenuti
in modo appropriato, fissati e disposti in modo da non venire danneggiati da urti,
vibrazioni e sfregamenti; inoltre i raggi di curvatura devono essere appropriati
ai diametri dei cavi.
10.28. I motori dovranno essere
collocati in modo da non essere facilmente accessibili per il controllo, la manutenzione,
la lubrificazione, lo smontaggio e il distacco dei conduttori. Si devono inoltre
poter tendere o cambiare facilmente le cinghie.
10.29. Le carcasse metalliche
delle apparecchiature elettriche devono essere munite di morsetto di terra contraddistinto
dal simbolo elettrico di terra. Deve essere assicurata continuità elettrica mediante
condutture di rame di sezione adeguata tra le parti metalliche che possono creare
una tensione tra queste ed il conduttore di terra.
10.30. Ogni motore deve essere
fornito di apposita targa recante, a caratteri indelebili e resistenti, i seguenti
dati:
- nome del costruttore, tipo di
motore, tipo di servizio, potenza nominale, tensione nominale, corrente nominale,
tipo della corrente, frequenza nominale, numero fase, velocità nominale, fattore
di potenza, classe di isolamento, collegamento delle fasi, condizioni ambientali
di impiego, grado di protezione, marchio di riconoscimento, che permettono di
riconoscere il tipo e l'anno di costruzione.
10.31. L'equipaggiamento elettrico
della macchina deve comprendere un morsetto principale per la messa a terra posto
in prossimità dei morsetti d'entrata dei conduttori di alimentazione, ovvero,
per le macchine provviste di spina, uno spinotto supplementare di terra.
10.32. Il morsetto deve essere
protetto contro la corrosione e marcato in modo durevole e indelebile con il simbolo
di terra.
10.33. Tutte le viti ed i morsetti
destinati alla connessione dei conduttori di terra devono essere opportunamente
dimensionati in modo da assicurare un serraggio efficace.
10.34. Tutti i componenti l'equipaggiamento
elettrico devono essere identificabili, in modo univoco, tramite lo schema elettrico
dei circuiti riportati nel libretto di istruzioni.
11. Libretto di istruzioni
Ciascuna macchina deve essere
dotata di istruzioni contenenti:
- schema di installazione e relative
informazioni necessarie;
- istruzioni sulle operazioni
periodiche di manutenzione ordinaria, straordinaria e preventiva;
- schema di circuiti elettrici
e relativa legenda esplicativa, se necessaria;
- distinta o descrizione sommaria
dell'equipaggiamento elettrico da cui siano desumibili le caratteristiche dei
vari componenti;
- obbligo di mantenere sempre
leggibili le segnalazioni di pericolo e di avvertimento;
- esplicita raccomandazione a
sostituire i componenti guasti con altri aventi le stesse caratteristiche;
- dichiarazione di stabilità al
ribaltamento della macchina.
Modello A
Dichiarazione di stabilità al
ribaltamento
Il sottoscritto..... in qualità
di legale rappresentante della Ditta..... con sede nel comune di..... dichiara
sotto responsabilità personale, che la betoniera Tipo..... costruita nell'anno.....
è conforme al progetto, completo di verifica di stabilità di ribaltamento. Tale
verifica è stata effettuata da.....
- tecnico dipendente dell'azienda
abilitato a norma di legge
- o iscritto nell'albo professionale.....
della provincia di.....
Il calcolo di verifica del suddetto
tecnico abilitato o libero professionista garantisce che il momento stabilizzante
non è inferiore al doppio del massimo momento ribaltante ipotizzabile nelle condizioni
di esercizio specificate nel manuale di istruzioni.
Data, ..............................
Timbro e firma
..........................................
Allegato B
Misure di prevenzione per autobetoniere
e autobetoniere autocaricanti
1. Le presenti misure
non riguardano il veicolo in quanto tale e la sua guida.
2. Targa indicazione dati
Ogni macchina deve essere provvista
di una targa con l'indicazione della ditta costruttrice, del numero di fabbrica
e dell'anno di costruzione.
La targa deve anche riportare
l'indicazione delle caratteristiche principali della macchina.
3. Visibilità dai posti
di manovra
I posti di manovra devono essere
sistemati in posizione tale da consentire la visibilità diretta o indiretta di
tutte le parti delle quali si determini il movimento e che possono recare pericolo
durante le fasi di lavorazione.
4. Organi di comando
Gli organi di comando devono essere
facilmente raggiungibili dall'operatore; il loro azionamento deve risultare agevole
ed essi devono inoltre portare la chiara indicazione delle manovre a cui servono.
Gli stessi organi devono essere
posizionati e conformati in modo tale da impedire la messa in moto accidentale.
Gli organi di comando delle parti
che possono arrecare pericolo durante il movimento, quali gli organi che comandano
martinetti e simili, devono essere del tipo ad uomo presente, con ritorno automatico
nella posizione di arresto.
5. Indicazioni delle manovre
Le indicazioni delle manovre devono
essere richiamate mediante avvisi chiaramente leggibili, redatti in lingua italiana.
Il verso dei movimenti determinato
dai pulsanti o dalle leve, deve essere indicato da frecce ben visibili o da altro
idoneo segnale.
6. Organi di trasmissione
del movimento
a) Catene di trasmissione
Le catene di trasmissione e le
relative ruote dentate devono, quando non si trovino in condizione inaccessibile,
essere protette mediante custodia completa.
b) Ingranaggi
Gli ingranaggi, le ruote e gli
altri elementi dentati, che non siano in posizione inaccessibile, devono essere
completamente protetti entro idonei involucri, oppure, nel caso di ruote ad anima
piena, protetti con schermi ricoprenti le sole dentature sino alla loro base.
Possono, tuttavia, essere tollerate
protezioni limitate alla sola zona di imbocco quando, in relazione a particolari
caratteristiche della macchina, quali la ridotta velocità degli ingranaggi o la
loro ubicazione fuori portata delle persone, dette protezioni offrano sufficienti
garanzie di sicurezza. In ogni caso le protezioni di cui al comma precedente devono
estendersi, lateralmente, fino alla base della dentatura e devono avere le estremità
periferiche libere, foggiate in modo tale da evitare il pericolo di tranciamento
tra il riparo e la corona dentata.
c) Rulli e anelli di rotolamento
I rulli e gli anelli di rotolamento
che si trovino ad altezza non superiore a metri 2 dal terreno o dalla piattaforma
di lavoro o di ispezione, devono avere la zona di imbocco protetta, salvo che
siano già in posizione inaccessibile.
7. Tamburo per l'impasto
del calcestruzzo
La superficie del tamburo non
deve presentare elementi sporgenti che non siano raccordati o protetti in modo
tale da non presentare pericolo di presa o di trascinamento.
8. Canali di scarico del
calcestruzzo
I canali di scarico non devono
presentare pericoli di cesoiamento o di schiacciamento.
9. Scala di accesso alla
bocca di carico e scarico
In mancanza di piattaforma, l'ultimo
gradino della scala di accesso alla zona di ispezione, in corrispondenza alla
bocca del tamburo, deve avere la superficie piana e deve essere realizzato con
grigliato metallico o lamiera traforata.
L'elemento incernierato o sfilabile
della scala deve essere provvisto di un dispositivo di blocco atto ad impedire
il ribaltamento o lo sfilo in posizione di riposo.
10. Dispositivi di blocco
meccanico
I dispositivi di blocco di elementi
che devono assumere una posizione definita in fase di riposo, come nella fase
di lavoro, devono essere conformati in modo tale da assicurare l'arresto degli
elementi interessati e da garantire la persistenza nel tempo di tale caratteristica.
11. Benna di caricamento
Le parti laterali dei bracci della
benna, nella zona di movimento, non devono presentare pericoli di cesoiamento
o schiacciamento nei riguardi di parti della macchina. Contro il pericolo di schiacciamento
verso il terreno e frontale, durante il movimento della benna e dei bracci, questi
non devono avere una velocità superiore a 40
metri al minuto.
12. Impianti oleodinamici
a) Dispositivi di sicurezza
I componenti degli impianti oleodinamici
devono essere provvisti dei seguenti dispositivi:
- valvola di massima pressione;
- valvola di non ritorno per i
circuiti di sollevamento;
- valvola di sovrapressione contro
i sovraccarichi dinamici pericolosi.
b) Tubazioni flessibili
Le tubazioni flessibili, soggette
a possibilità di danneggiamento di origine meccanica, devono essere protette all'esterno
mediante guaina metallica.
Le tubazioni flessibili devono
portare stampigliata l'indicazione della classe di esercizio.
Le tubazioni dei circuiti azionanti
bracci di sollevamento devono essere provviste di valvola limitatrice di deflusso,
atta a limitare la velocità di discesa del braccio in caso di rottura della tubazione.
13. Protezione contro la
temperatura
Le parti di macchina che possono
raggiungere una temperatura superiore a 80° C devono essere poste in posizione
normalmente inaccessibile ovvero essere adeguatamente protette.
14. Libretto di istruzioni
Ciascuna macchina deve essere
dotata di un libretto nel quale siano indicate le operazioni periodiche di manutenzione
ordinaria, straordinaria e preventiva.
Esplicita raccomandazione deve
prevedere che ogni pezzo sostituito possegga le stesse caratteristiche di quello
installato dal costruttore.
Allegato C
Istituti abilitati ad eseguire
controlli di rispondenza alle misure tecniche
elencate nei precedenti allegati
e a rilasciare
i relativi certificati di conformità
1) Centro studi e controlli dell'ENPI
- Monteporzio Catone - Roma
2) Istituto italiano del marchio
di qualità (per l'equipaggiamento elettrico) - Via dei Pestagalli, 1 - Milano
3) Istituto sperimentale per l'edilizia
- Via Guattani, 16 - Roma
4) CEMOTER c/o Istituto di macchine
e motori per aeromobili del Politecnico di Torino (limitatamente ai dispositivi
e comandi di tipo oleodinamico) - Corso Duca degli Abruzzi, 24 - Torino
5) Laboratorio sperimentale per
le macchine utensili - Via A. Martini, 23 - Cinisello Balsamo (MI)