Istruzioni per la compilazione delle relazioni tecniche per ponteggi
metallici fissi a "montanti e traversi prefabbricati". Istruzioni di
calcolo per ponteggi metallici ad elementi prefabbricati e per altre opere provvisionali.
E' di recente comparso sul mercato delle attrezzature
per l'edilizia un nuovo genere di ponteggio metallico fisso, la cui tipologia
costruttiva è intermedia tra quella del sistema a "tubi e giunti" e
quella a "telai prefabbricati".
La caratteristica del nuovo sistema, che si può definire
a montanti e traversi prefabbricati consiste essenzialmente nel fatto che il collegamento
tra montanti e traversi (per la realizzazione di telai "di stilata")
e tra montanti e correnti (per la realizzazione di telai "di facciata")
è realizzato tramite particolari giunti i cui elementi componenti sono ricavati
in parte sui montanti e, per la parte coniugata corrispondente, sulle estremità
di traversi prefabbricati e, rispettivamente, di correnti prefabbricati. In tal
modo è possibile comporre strutture di servizio in grado di adattarsi agevolmente
alla configurazione dell'opera servita.
Atteso che ai sensi dell'art. 30 del D.P.R. 7 gennaio
1956, n. 164, si subordina la costruzione e l'impiego dei ponteggi metallici fissi
ad una autorizzazione da richiedere al Ministero del lavoro e della previdenza
sociale - il quale sulla base dell'esame della relazione tecnica da allegare alla
richiesta di autorizzazione, sentiti il Consiglio nazionale delle ricerche e la
Commissione consultiva permanente per la prevenzione degli infortuni e l'igiene
del lavoro - sono state elaborate le apposite istruzioni per la compilazione delle
relazioni tecniche di cui sopra che si allegano alla presente.
Le istruzioni in questione, che sono state oggetto,
nelle sedi competenti, dell'esame e dell'approvazione sia del CNR sia della predetta
Commissione consultiva permanente, proseguono la linea - consistente nell'adeguamento
dei provvedimenti amministrativi onde allinearli all'affinamento, intervenuto
nel tempo, delle tecnologie costruttive e delle norme di calcolo - adottata dalla
scrivente per l'emanazione della circolare n. 44/1990 relativa a ponteggi del
tipo a telaio prefabbricato.
Analoga operazione di adeguamento è stata compiuta per
quel che riguarda le "Istruzioni di calcolo per ponteggi ad elementi prefabbricati
di altezza superiore a 20 metri e per altre opere provvisionali" di cui parimenti
si allega copia.
Allegato 1
Istruzioni
per la compilazione delle relazioni tecniche per ponteggi
metallici fissi
a montanti e traversi prefabbricati
Generalità
0.1. Scopo
Scopo delle presenti istruzioni è quello di definire
e specificare i requisiti relativi alla costruzione, al montaggio, all'uso ed
alla manutenzione di ponteggi metallici fissi di servizio a montanti e traversi
prefabbricati.
0.2. Definizioni
0.2.1. Ponteggio di servizio
Si definisce "ponteggio di servizio" l'opera
provvisionale necessaria a consentire lavori di costruzione, di manutenzione o
di demolizione.
0.2.2. Ponteggio di servizio a montanti e traversi prefabbricati
Si definisce "ponteggio di servizio a montanti
e traversi prefabbricati" l'opera provvisionale costituita da telai sovrapposti
uniti da correnti realizzati con montanti, traversi e correnti prefabbricati,
collegati mediante sistemi di giunzione in modo da consentire la realizzazione
di impalcati di servizio a livelli altimetrici prefissati.
0.2.3. Elementi strutturali
0.2.3.1. Montante prefabbricato
Si definisce "montante prefabbricato" l'elemento
strutturale prefabbricato, utilizzato per la realizzazione degli elementi verticali
del ponteggio.
0.2.3.2. Traverso prefabbricato
Si definisce "traverso prefabbricato" l'elemento
strutturale prefabbricato utilizzato per la realizzazione del collegamento orizzontale
tra i montanti di una medesima stilata.
0.2.3.3. Corrente prefabbricato
Si definisce "corrente prefabbricato" l'elemento
strutturale prefabbricato utilizzato per il collegamento delle stilate tra loro.
0.2.3.4. Sistema di irrigidimento
Si definisce "sistema di irrigidimento" l'insieme
di elementi strutturali necessari per realizzare collegamenti stabilizzanti nei
piani di:
- facciata;
- stilata;
- in pianta.
0.2.3.5. Piastra di base
Si definisce "piastra di base" l'elemento
di ponteggio utilizzato per realizzare la ripartizione sulla superficie di appoggio
del carico gravante sul montante.
Le piastre di base possono essere:
- fisse;
- regolabili.
0.2.3.6. Spina di collegamento
Si definisce "spina di collegamento" l'elemento
che assicura la resistenza a trazione della connessione delle strutture a telaio
sovrapposte ottenute utilizzando montanti e traversi prefabbricati.
0.2.3.7. Parasassi prefabbricato
Si definisce "parasassi prefabbricato" l'elemento
strutturale necessario a realizzare sistemi di protezione contro la caduta di
materiali minuti dall'alto.
0.2.3.8. Trave per passi carrai
Si definisce "trave per passi carrai" l'elemento
strutturale di sostegno dei montanti relativi alle stilate interrotte alla base
al fine di consentire la realizzazione di passi carrai.
0.2.3.9. Mensola prefabbricata
Si definisce "mensola prefabbricata" l'elemento
strutturale che permette in genere l'ampliamento del piano di lavoro verso l'opera
servita.
0.2.3.10. Scala prefabbricata
Si definisce "scala prefabbricata" l'elemento
strutturale idoneo a realizzare l'accesso agli impalcati di servizio.
0.2.3.11. Impalcato prefabbricato
Si definisce "impalcato prefabbricato" l'elemento
strutturale idoneo a realizzare impalcati di servizio o sottoponti.
0.2.3.12. Fermapiede prefabbricato
Si definisce "fermapiede prefabbricato" l'elemento
di ponteggio costituito da fasce di sicurezza - alte almeno 20 cm - necessarie
per la realizzazione dell'arresto al piede per i parapetti normali del ponteggio.
0.2.4. Schema funzionale
Si definisce "schema funzionale" l'insieme
degli elementi strutturali e dei sistemi di protezione idonei a realizzare le
condizioni necessarie per consentire in sicurezza le attività lavorative.
0.2.5. Fabbricante
Per "fabbricante" si intende la persona fisica
o giuridica che produce le opere provvisionali oggetto delle presenti istruzioni.
Per opere provvisionali costruite all'estero le funzioni del fabbricante estero
devono essere assunte dal suo legale rappresentante in Italia che ne commercializza
i prodotti. La qualifica di fabbricante deve essere documentata mediante certificato
di iscrizione alla Camera di commercio, industria, artigianato.
0.2.6. Stabilimento di produzione
Per "stabilimento di produzione" si intende
l'edificio ove, sotto la responsabilità del fabbricante, vengono costruiti gli
elementi strutturali costituenti lo schema funzionale.
0.2.7. Laboratori ufficiali
Per "laboratori ufficiali" si intendono:
- il laboratorio dell'ISPESL;
- i laboratori delle Università e dei Politecnici dello
Stato;
- i laboratori di Istituti tecnici di Stato, riconosciuti
ai sensi della legge 5 novembre 1971, n. 1086;
- i laboratori autorizzati con decreto dei Ministri
del lavoro e della previdenza sociale, dell'industria, commercio e artigianato,
e della sanità;
- i laboratori dei paesi membri della CEE, riconosciuti
dai rispettivi stati.
0.2.8. Parametri caratteristici relativi alle prove
0.2.8.1. Carico di inizio delle deformazioni permanenti
Si definisce "carico di inizio delle deformazioni
permanenti" il primo fra i carichi di prova in corrispondenza del quale la
freccia residua allo scarico risulta superiore ad 1/10 della freccia massima sotto
carico.
0.2.8.2. Assenza di deformazioni permanenti
Si ha "assenza di deformazioni permanenti"
in una determinata struttura, sotto un determinato carico, quando la freccia residua
allo scarico risulta minore di 1/10 della freccia massima sotto carico.
0.2.8.3. Carico di collasso
Si definisce "carico di collasso" di una struttura
il carico a partire dal quale le deformazioni continuano (sotto carico costante
o decrescente).
0.3. Modalità di presentazione delle relazioni tecniche
0.3.1. Le documentazioni devono essere redatte in lingua
italiana.
0.3.2. Le relazioni tecniche, i disegni e le eventuali
integrazioni devono essere datate e firmate, in ogni pagina, dal fabbricante e
dal progettista. Le pagine devono essere progressivamente numerate.
0.3.3. Nella relazione tecnica devono essere forniti
gli elementi necessari a caratterizzare le condizioni di sicurezza relative agli
schemi funzionali di maggior impegno, indicando le varianti che non richiedono
la necessità di presentazione di relazioni tecniche integrative o di calcolo per
ogni singola applicazione.
0.3.4. Prima della trattazione dei punti del capitolo
I è necessario indicare la denominazione e l'ubicazione dello stabilimento di
produzione degli elementi strutturali.
1. Descrizione degli elementi di ponteggio, loro
dimensioni con le tolleranze ammissibili e schema di insieme
La relazione tecnica deve contenere:
- i disegni d'insieme di tutti gli elementi strutturali;
- i disegni costruttivi quotati dei singoli elementi.
1.1. Descrizione
Nella relazione tecnica devono essere descritte le funzioni
degli elementi strutturali impiegati per la realizzazione degli schemi funzionali.
Nella descrizione degli elementi devono essere indicati i sistemi per realizzare
il collegamento tra gli stessi. Detti sistemi devono essere tali da impedire la
rimozione degli elementi montati senza una azione volontaria di disattivazione
dei dispositivi di fermo o blocco. Nel caso di collegamento a vite, la condizione
di cui al capoverso precedente è soddisfatta quando, a dado serrato, la parte
terminale del gambo filettato del bullone sporga per non meno di cinque filetti.
Tale condizione non è richiesta quando il collegamento venga realizzato con dado
e controdado.
1.2. Dimensioni e tolleranze
Nella relazione tecnica, per ogni elemento strutturale
devono essere indicati, su tabella, i tipi dei profilati impiegati con la specificazione
delle caratteristiche dimensionali delle sezioni e delle tolleranze; per i componenti
unificati è sufficiente fare riferimento al tipo ed alla norma UNI o ISO, allegando
la relativa tabella di normalizzazione.
Nei disegni vanno indicate:
- le dimensioni longitudinali e le tolleranze relative;
- le dimensioni dei cordoni di saldatura.
Quando necessario, i particolari degli elementi costruttivi
(collegamenti, ancoraggi, ecc.) debbono essere riportati in scala adeguata. Nella
relazione devono essere indicate le effettive possibilità di accoppiamento tra
elementi (spine, innesti, ecc.).
Per ogni elemento deve essere indicato, nella relazione,
il peso nominale e le tolleranze ammesse (riferite ad un lotto di 1000 elementi).
Gli elementi strutturali portanti debbono essere contrassegnati con il nome o
il marchio del fabbricante. Nella relazione tecnica dovranno essere specificate
la forma grafica, la zona di marchiatura e la caratteristica relativa (incisa
o a rilievo).
Lo spessore minimo nominale degli elementi metallici
non deve essere inferiore a 2,0 mm per tutti gli elementi strutturali, salvo che
per gli impalcati metallici e le tavole fermapiede metalliche, che devono avere
in ogni caso spessore nominale non inferiore a mm 1. Quando i montanti siano realizzati
con tubi, il loro spessore nominale s non deve essere inferiore a: s
= 3,2 mm.
Le tolleranze in difetto sugli spessori non devono essere
superiori rispettivamente al 10% per i tubi dei montanti e al 5% per tutti gli
altri elementi.
Deve essere descritto in dettaglio il sistema adottato
per la protezione contro la corrosione.
1.3. Schema dell'insieme
Di ogni schema funzionale di ponteggio che è possibile
realizzare, deve essere fornita la descrizione illustrando, se necessario, la
funzione specifica svolta da ogni elemento. Analoga descrizione deve essere fornita
per gli schemi strutturali particolari per i quali si chiede l'autorizzazione.
Alla descrizione devono essere allegati gli schemi funzionali delle soluzioni
che possono essere realizzate con gli elementi strutturali. E' possibile limitare
gli schemi ad una delle parti ripetitive delle soluzioni possibili. Gli schemi
debbono essere limitati a ponteggi aventi altezza - misurata dall'impalcato di
servizio più elevato al piano di appoggio delle piastre di base - non superiore
a 20 m.
I piani di ponteggio devono avere:
- altezza minima di transito, misurata dal piano dell'impalcato,
non inferiore a m 1,65;
- larghezza minima utile di transito non inferiore a
m 0,60.
La larghezza effettiva degli impalcati per ponteggi
da costruzione deve essere non inferiore a m 0,90.
Gli schemi funzionali prodotti costituiscono, insieme
con i disegni in scala ridotta di tutti gli elementi strutturali e dei relativi
marchi, gli schemi tipo di cui al capitolo 7. I disegni relativi ad ogni schema
funzionale devono essere conformi a quanto previsto nei punti seguenti.
1.3.1. Protezioni contro la caduta di persone
Esse sono costituite da:
- corrente di parapetto alto almeno m 1 dal piano di
calpestio del piano di lavoro;
- fermapiede alto almeno cm 20.
La luce massima verticale tra gli elementi di parapetto
deve essere non superiore a cm 60.
1.3.2. Piano di calpestio dei piani di servizio
Quando il piano di calpestio è realizzato in legname,
l'intavolato deve essere costituito da tavole assicurate contro gli spostamenti
e fra loro accostate. Le dimensioni di ciascuna tavola devono essere non inferiori
a 4 x 20 cm, per luci fino a m 1,20, ovvero, fermo restando l'obbligo di osservanza
di tali minimi, il modulo di resistenza di ciascuna tavola deve essere maggiorato
del 50%, per luci da m 1,21 a m 1,80 e del 100% per luci da m 1,81 a m 2,40, in
proporzione per luci superiori. Nel caso di impiego di impalcati prefabbricati,
questi devono essere provvisti, ad ogni estremità di vincolo, di almeno due ganci,
collegati sui traversi con adeguati sistemi di blocco: quando la larghezza degli
elementi sia superiore a 350 mm, il numero dei ganci deve essere almeno di tre
per ogni estremità di vincolo. I fori antisdrucciolo non devono avere dimensioni
superiori a 20 mm, ovvero la relativa apertura non deve avere superficie superiore
a 314 mm2. Nel caso di impiego di piani di calpestio in materiali diversi
dal legname o dalla lamiera di acciaio, devono essere indicate le caratteristiche
dei materiali utilizzati e fornite le risultanze di prove specifiche atte a definire
l'affidabilità di detta struttura nel tempo.
1.3.3. Ponte di sicurezza
Il ponte di sicurezza deve avere le stesse caratteristiche
del ponte realizzato per il piano di lavoro e deve essere posto a distanza non
superiore a m 2,50 da quest'ultimo.
1.3.4. Protezione contro la caduta di materiali
Le protezioni contro la caduta di materiali costituite
da tavole parasassi, devono essere raccordate ad un normale impalcato, avere inclinazione
non minore di 30 gradi rispetto all'orizzontale, e proiezione orizzontale minima
di:
- 1,20 m dal filo dell'impalcato dei ponti di servizio,
per altezza di caduta dei materiali non superiore a 12 metri, ovvero
- 1,50 m dal filo dell'impalcato dei ponti di servizio,
per qualsiasi altezza di caduta dei materiali.
1.3.5. Sistemi di accesso agli impalcati
Nella relazione devono essere indicati i sistemi di
accesso ai diversi piani di ponteggio, e le relative protezioni contro la caduta
di persone - da adottare quando non sia possibile realizzare in sicurezza l'accesso
agli impalcati di servizio o ai sottoponti, direttamente dall'opera servita.
2. Caratteristiche di efficienza dei materiali
e coefficienti di sicurezza
2.1. Materiali
2.1.1. Generalità
Nella costruzione degli elementi principali delle strutture
metalliche è ammesso l'impiego dei seguenti materiali:
2.1.1.1. Acciai normali: Fe 360, Fe 430, Fe 510.
2.1.1.2. Acciai ad elevata resistenza: S 420, S 490,
S 590, S 690.
2.1.1.3. Leghe di alluminio: n. 2014, 2024, 5052, 5054,
5086, 5454, 5083, 6060, 6061, 6082, 7020, 7075.
2.1.1.4. Le caratteristiche di resistenza di tali materiali
sono indicate nei prospetti 2-l, 2-ll, 2-lll, 2-lV, 2-V, 2-VI, di seguito riportati.
Quando vengono impiegati tali materiali, è sufficiente indicare, nella relazione
tecnica, la relativa denominazione.
2.1.1.5. L'impiego di tipi di acciaio ovvero di metalli
o loro leghe diversi da quelli indicati è consentito purchè, mediante adeguata
documentazione teorica e sperimentale, venga garantita una sicurezza non minore
di quella prevista dalle presenti istruzioni.
2.1.1.6. Per l'accertamento delle caratteristiche meccaniche,
il prelievo dei saggi, la posizione nel pezzo da cui essi devono essere prelevati,
la preparazione delle provette e le modalità di prova saranno rispettate le prescrizioni
delle norme UNI 551, 552, 556, 556/2a, 4713, 7070. Le presenti norme non riguardano
gli elementi di lamiera grecata ed i profilati formati a freddo. Per essi possono
essere seguite le istruzioni CNR - UNI 10022, oppure altri criteri fondati su
ipotesi teoriche e risultati sperimentali comprovati.
2.2. Resistenze di calcolo
Nella relazione devono essere indicati i valori convenzionali
delle resistenze di calcolo dei materiali, in relazione al metodo di calcolo adottato
(semiprobabilistico agli stati limite o delle tensioni ammissibili). Le tensioni
ammissibili e le resistenze di calcolo non potranno comunque essere superiori
a quelle riportate nei prospetti 2-VII e 2-VIII.
Prospetto 2-I
Profilati,
barre, larghi piatti, lamiere
(1) Rientrano in questi tipi di acciai, oltre agli acciai Fe 360, Fe 430
e Fe 510 nei gradi B, C e D della UNI 7070, anche altri tipi di acciai purchè
rispondenti alle caratteristiche indicate in questo prospetto.
(2) Per spessori fino a 16 mm; per spessori maggiori di 16 mm fino a 40
mm è ammessa la riduzione di 10 N/mm2, per spessori maggiori di 40
mm fino a 63 mm è ammessa la riduzione di 20 N/mm2, per spessori maggiori
di 63 mm fino a 100 mm è ammessa la riduzione di 30 N/mm2.
(3) Per spessori fino a 16 mm; per spessori maggiori di 16 mm fino a 30
mm è ammessa la riduzione di 10 N/mm2, per spessori maggiori di 30
mm fino a 50 mm è ammessa la riduzione di 20 N/mm2.
(4) Per spessori fino a 40 mm; per spessori maggiori di 40 mm fino a 63
mm è ammessa la riduzione dell'1%; per spessori maggiori di 63 mm fino a 100 mm
è ammessa la riduzione di 2%.
Prospetto 2-II
Profili cavi
(1) Rientrano in questi tipi di acciaio, oltre agli acciai Fe 360, Fe 430
e Fe 510 nei gradi B, C e D della UNI 7806 e 7810, anche altri tipi di acciai
purchè rispondenti alle caratteristiche indicate in questo prospetto.
(2) Per spessori fino a 16 mm; per spessori maggiori di 16 mm fino a 40
mm è ammessa la riduzione di 10 N/mm2.
(3) Per spessori fino a 16 mm; per spessori oltre 16 mm fino a 35 mm è ammessa
la riduzione di 10 N/mm2, per spessori maggiori di 35 mm fino a 40
mm è ammessa la riduzione di 20 N/mm2.
Prospetto 2-III
(1) Per spessori < 16 mm
Per spessori da 16 fino a 35 mm è ammessa una riduzione
di 10 N/mm2
Per spessori da 35 fino a 50 mm è ammessa una riduzione
di 20 N/mm2
Per spessori da 50 fino a 70 mm è ammessa una riduzione
di 40 N/mm2
(2) Per spessori < 50 mm
Per spessori da 50 fino a 70 mm è ammessa una riduzione
di 20 N/mm2
Prospetto 2-IV
Caratteristiche
meccaniche (*)
(*) Per le leghe e gli stati non contemplati nel presente prospetto, fare
riferimento ai dati riportati nelle specifiche norme.
(**) Vedere UNI 8278.
(1) Qualsiasi spessore.
(2) Fucinati e stampati.
Tabella 2-V
Caratteristiche
meccaniche delle leghe colate in sabbia
(1) La corrispondenza tra la designazione "convenzionale" sec.
UNI e la designazione "numerica" sec. Aluminium Association deve ritenersi
indicativa in quanto le due designazioni, pur riferendosi a materiali sostanzialmente
coprrispondenti come proprietà meccaniche, possono presentare limiti di composizione
chimica non del tutto coincidenti.
(2) Secondo UNI 3039.
Tabella 2-VI
Caratteristiche
meccaniche delle leghe colate in conchiglia
(1) La corrispondenza tra la designazione "convenzionale" sec.
UNI e la designazione "numerica" sec. Aluminium Association deve ritenersi
indicativa in quanto le due designazioni, pur riferendosi a materiali sostanzialmente
coprrispondenti come proprietà meccaniche, possono presentare limiti di composizione
chimica non del tutto coincidenti.
(2) Secondo UNI 3039.
A. Acciai laminati
B. Leghe di
alluminio
Resistenza
di progetto f e tensioni ammissibili adm del materiale base (*)
(*) Per le leghe e gli stati non contemplati nel presente prospetto, fare
riferimento ai dati riportati nelle specifiche norme.
(**) Vedere UNI 8278.
(1) Qualsiasi spessore.
(2) Fucinati e stampati.
3. Indicazione delle prove di carico cui sono
stati sottoposti i vari elementi
3.1. Prove sui materiali
Per i prodotti qualificati dal Ministero dei lavori
pubblici con le modalità previste dal punto 10.2 delle istruzioni CNR 10011 è
sufficiente la dichiarazione del fabbricante del laminato attestante che il prodotto
è qualificato e riportante gli estremi del marchio e dell'ultimo certificato del
laboratorio ufficiale. Per i prodotti non qualificati devono essere forniti i
certificati delle prove effettuate su almeno tre saggi di ogni profilato impiegato
non prelevati dallo stesso elemento strutturale, tendenti ad accertare:
- le caratteristiche meccaniche del materiale;
- le caratteristiche dimensionali.
3.2. Prove di qualificazione del processo di saldatura
Per acciai normali da saldare con elettrodi rivestiti
deve essere prodotta la certificazione di analisi chimica relativa ad ogni tipo
di profilato di cui sia prevista la saldatura. Per acciai normali da saldare con
procedimento di saldatura ad arco sommerso o sotto gas protettivo è sufficiente
produrre la certificazione di qualificazione del processo relativo alla saldatura
di elementi quando venga saldato lo spessore massimo previsto. Quando tale spessore
sia inferiore a 5 mm, la qualificazione del processo deve essere effettuata su
provette realizzate con tale spessore.
3.3. Prove sugli elementi
Le prove sono condotte incrementando i carichi progressivamente
con incrementi non superiori a 50 daN/sec. Le metodologie di prova possono essere
diverse da quelle previste nei punti successivi, a condizione che l'adozione di
sistemi di rilevazione più sofisticati consenta comunque l'acquisizione dei risultati
richiesti. I certificati di prova devono contenere, oltre ai risultati:
a) i disegni degli elementi assoggettati a prova;
b) la descrizione delle modalità di prova ed il relativo
schema.
3.3.1. Prova di collasso del telaio di stilata (fig.
1)
La prova viene condotta su cinque saggi di telai realizzati
con elementi di montanti sovrapposti, con giunzione intermedia in zona centrale,
chiusi da due traversi, montati alla massima altezza del piano di stilata prevista
nello schema funzionale.
Il carico di prova viene applicato sul terzo medio del
traverso superiore, come in figura.
Durante la prova vengono rilevati:
a) gli spostamenti nella mezzeria del traverso, rispetto
ad un precarico di 50 daN;
b) il carico di collasso.
Nel certificato di prova, oltre ai dati suddetti, devono
essere indicate le modalità di collasso.
3.3.2. Prova di rigidezza di schemi funzionali degli
irrigidimenti di stilata, di facciata, in pianta, a compressione (figure 2, 3
e 4)
La prova viene condotta su schemi funzionali costituiti,
accoppiando, con le modalità di giunzione previste negli schemi funzionali degli
irrigidimenti e nella configurazione di maggiore impegno strutturale, montanti,
correnti, traversi e diagonali, per realizzare telai:
a) di stilata (fig. 2);
b) di facciata (fig. 3);
c) in pianta (fig. 4).
Le giunzioni tra i montanti devono essere realizzate
nelle posizioni più sfavorevoli.
La prova viene condotta sollecitando a compressione,
fino a rottura, cinque saggi di schema funzionale come indicato nelle figure.
Il certificato di prova deve indicare:
a) lo spostamento del punto di applicazione del carico
dovuto ai giochi offerti dal sistema di irrigidimento, misurato attraverso applicazione
di una forza uguale e contraria a quella di precarico;
b) il carico di inizio delle deformazioni permanenti
misurando gli spostamenti rispetto ad una condizione di precarico di 50 daN ed
attraverso carichi e scarichi con incremento di 50 daN;
c) il carico di rottura o di collasso e le relative
modalità.
Quando, ai fini dei calcoli di verifica della struttura,
sia previsto il contributo della rigidezza propria offerta da telai privi di diagonali
di irrigidimento, per la valutazione dei relativi apporti le prove di cui alle
figure 2, 3 e 4 possono essere condotte anche su telai privi di diagonali.
3.3.3. Prova di rigidezza di schemi funzionali degli
irrigidimenti di facciata ed in pianta, a trazione (figg. 5, 6)
Gli schemi funzionali degli irrigidimenti di facciata
ed in pianta sono sollecitati a trazione fino a rottura con le modalità di cui
alle figure 5 e 6. Devono essere condotte prove su almeno cinque saggi rilevando
il carico di rottura. Nel certificato di prova, inoltre, devono essere indicate
le modalità di rottura.
3.3.4. Prova di rigidezza del collegamento montante-traverso
e montante-corrente (fig. 7)
La prova è intesa ad acquisire i parametri concernenti
i giochi, i cedimenti angolari e la capacità di carico dei collegamenti montante-traverso
e montante-corrente.
La prova viene condotta, con le modalità di cui alla
fig. 7, utilizzando un tratto di montante ed un traverso, o un corrente. Il tratto
di montante viene bloccato in corrispondenza delle estremità in modo che il dispositivo
di collegamento risulti nella mezzeria. Su tale dispositivo viene montato il traverso,
ovvero il corrente, con le modalità previste dal costruttore.
Il traverso, o il corrente, quando necessario, può essere
irrigidito in modo da limitare al massimo le relative deformazioni nel corso della
prova.
La prova viene ripetuta su almeno sei accoppiamenti,
effettuando per ciascun accoppiamento cicli completi di isteresi, aumentando progressivamente
i carichi fino a realizzare il cedimento della giunzione.
Per ogni accoppiamento sottoposto a prova devono essere
registrati, in modo continuo ovvero con frequenti intervalli, i valori sforzi/deformazioni
relativi alle varie fasi di carico e scarico.
3.3.5. Prova di rottura del dispositivo di giunzione
tra montante ed elementi ad esso collegati
La prova è intesa a determinare la capacità portante
del dispositivo di collegamento montante-traverso, montante-corrente, montante-diagonale,
ecc.
Il dispositivo di collegamento viene sollecitato fino
a rottura con carichi crescenti applicati in modo da realizzare sul dispositivo
stesso azioni analoghe a quelle di funzionamento.
La prova viene ripetuta su almeno sei saggi.
Il certificato di prova deve indicare, per ogni saggio
provato, la schematizzazione della prova, il carico di rottura o di collasso raggiunto
e le relative modalità.
3.3.6. Prova di trazione del giunto assiale dei montanti
(fig. 10)
Un sistema di giunzione assiale dei montanti deve essere
sottoposto, come in figura, a prova di trazione per accertare il carico di rottura
della giunzione (fig. 10). Il certificato della prova, condotta su almeno cinque
saggi, deve indicare, oltre ai carichi di rottura, le relative modalità.
3.3.7. Prove sui tubi saldati
Cinque saggi di tubi, quando realizzati mediante saldatura,
devono essere assoggettati a prova di schiacciamento e di curvatura con le modalità
previste dal D.M. 2 settembre 1968.
3.3.8. Prove sulle piastre di base
Cinque piastre di base devono essere sottoposte a prova
di portanza su anello con le modalità previste dal D.M. 2 settembre 1968.
3.3.9. Prove sui correnti di parapetto (fig. 8)
I correnti di parapetto o i relativi sistemi di parapetto
montati nelle condizioni previste dallo schema funzionale devono essere assoggettati
a prova di flessione con carico in mezzeria gradualmente crescente, nelle peggiori
condizioni di applicazione. Il certificato delle prove, condotte su almeno cinque
saggi, deve indicare:
a) i carichi sotto i quali si manifestano deformazioni
permanenti, per carichi e scarichi con incrementi di 20 daN;
b) i carichi di rottura e le relative modalità.
3.3.10. Prova sul parasassi prefabbricato (fig. 9)
Il parasassi montato nelle stesse condizioni previste
nello schema funzionale deve essere caricato fino a rottura con carico concentrato
nella mezzeria del traverso di sostegno del parasassi.
Il certificato delle prove condotte su almeno cinque
saggi, deve indicare:
a) i carichi sotto i quali si manifestano deformazioni
permanenti, per carichi e scarichi con incremento di 20 daN;
b) i carichi di rottura e le relative modalità.
3.3.11. Prove sugli impalcati prefabbricati
Le prove di carico, ognuna da effettuare su almeno cinque
saggi, devono essere impostate e condotte in modo da fornire risultati confrontabili
con quelli delle verifiche di calcolo relative alle condizioni di carico riportate
al Capitolo IV (prospetto 4-I).
3.3.12. Prove sulle travi per passi carrai (fig. 11)
Le travi per passi carrai, vincolate come previsto negli
schemi funzionali, devono essere caricate fino a rottura con carichi crescenti,
applicati nella zona di azione delle stilate soppresse (fig. 11). Il certificato
della prova, condotta su almeno tre coppie di travi, deve indicare:
a) i carichi di inizio delle deformazioni permanenti
rispetto ad un precarico di 100 daN;
b) i carichi di rottura e le relative modalità.
3.3.13. Prove sugli elementi di scala (fig. 12)
Gli elementi di scala, appoggiati alle estremità, devono
essere caricati con un carico agente nelle mezzerie dei montanti (vedi fig. 12).
Il certificato di prova deve riportare, per almeno cinque saggi:
a) le deformazioni rilevate sotto carichi di prove crescenti
di 20 in 20 daN, rispetto ad un precarico di 50 daN;
b) il carico massimo (di rottura o di collasso).
3.3.14. Prove sui fermapiede (fig. 13)
I fermapiede, vincolati sui montanti come previsto nello
schema funzionale, devono essere caricati con carico centrato crescente applicato
su una fascia di 20 x 20 cm. Il certificato di prova, da condurre su almeno cinque
saggi, deve contenere:
a) la freccia in mezzeria sotto un carico di 0,3 KN
e la freccia residua rispetto ad un precarico di 0,1 KN;
b) il carico di rottura e le relative modalità.
3.4. Prove di collasso (figg. 14 e 15)
La prova deve essere condotta su due saggi uguali di
ponteggi montati in conformità allo schema previsto dal fabbricante, ancorati
mediante giunti girevoli, aventi larghezza almeno pari alla distanza orizzontale
tra gli ancoraggi dello stesso piano (e comunque non inferiore a quella corrispondente
a quattro stilate), ed altezza almeno pari al doppio della distanza verticale
fra gli ancoraggi della stessa stilata (e comunque non inferiore a quella corrispondente
a quattro piani di ponteggio).
I ponteggi devono essere assoggettati:
a) a forze orizzontali, normali alla facciata, pari
a 50 daN, applicate nei nodi dei piani non ancorati delle stilate centrali;
b) a forze orizzontali, parallele al piano della facciata,
di 100 daN, applicate ai nodi della stilata esterna dei piani non ancorati;
c) ad un carico ripartito (carico facoltativo) del valore
indicato al punto 4.2.2, maggiorato del peso proprio dell'impalcato (se non montato)
applicato al primo piano non ancorato del ponteggio;
d) a carichi coassiali con i montanti gradualmente crescenti,
con incrementi non superiori a 50 daN/sec.
I certificati devono contenere, per ciascun saggio assoggettato
a prova:
1) la descrizione e lo schema di ponteggio provato con
l'indicazione del tipo e del numero di elementi utilizzati, dei relativi marchi
e del loro posizionamento;
2) le modalità di prova;
3) il carico di collasso relativo alle stilate centrali
e la descrizione delle modalità di collasso.
4. Calcolo del ponteggio secondo varie condizioni
di impiego
4.1. Tipi di ponteggi
Possono essere autorizzati i seguenti tipi di ponteggi:
- ponteggi da costruzione, destinati alla realizzazione
di opere di costruzione edilizia;
- ponteggi da manutenzione, destinati ad attività di
riparazione e di manutenzione.
4.2. Carichi
I carichi si distinguono in:
- carichi fissi;
- carichi variabili.
4.2.1. Carichi fissi
Sono costituiti da:
- Pesi propri degli elementi metallici
I pesi propri degli elementi debbono essere valutati
con riferimento al valore nominale dei pesi di ciascun elemento metallico di ponteggio
montabile in relazione allo schema tipo.
- Pesi propri degli impalcati
Vanno assunti, quando non strutturali, di valore non
inferiore a 300 N/m2.
4.2.2. Carichi variabili
Sono costituiti da:
a) carichi di servizio sui piani di lavoro, da assumere
nei seguenti valori:
- 1500 N/m2, per ponteggi da manutenzione;
- 3000 N/m2, per ponteggi da costruzione;
- 4500 N/m2, per piazzole di carico.
b) Vento: l'azione esercitata dal vento deve essere
valutata secondo le CNR 10012, assumendo come velocità di riferimento del vento:
- in condizioni di lavoro Vref = 16
m/s
- in condizioni di fuori servizio ed adottando i seguenti
valori dei coefficienti Vref
= 30 m/s
- coefficiente di topografia
= 1
- coefficiente di ritorno
= 0,93
- coefficiente di profilo
= (*)
----------
(*) Quello corrispondente alla categoria 3.
La valutazione dell'effetto di schermo dell'edificio
servito sul ponteggio deve essere effettuata con l'espressione: C = 0,3 + A in
cui:
- A, è la superficie totale delle aperture nella struttura
servita dal ponteggio;
- At, è la superficie totale della struttura servita
dal ponteggio.
Tale effetto può essere valutato esclusivamente per
le azioni normali alla facciata della struttura servita.
In assenza di effetti di schermo da parte della struttura
servita, ovvero per impieghi generalizzati, il coefficiente di pressione o di
forza deve essere assunto come segue:
- C = 1,2, per la struttura del ponteggio, considerando
come superficie esposta all'azione del vento quella effettiva, senza riduzioni
per azioni di schermo tra telaio esterno e telaio interno;
- C = 1,3, per i parasassi e per i tabelloni pubblicitari,
purchè l'altezza di questi sia inferiore almeno a cinque volte la relativa larghezza.
Il coefficiente di raffica G deve essere assunto come
segue:
c) Neve: il carico di neve da assumere nei calcoli è
dato dall'espressione:
q = 0,8(900 + 2,4 h)N/m2
e deve essere calcolato per una altitudine h
di 500 metri.
Negli schemi tipo deve essere indicato, in tabella,
il numero massimo di impalcati montabili sulla stessa verticale in funzione delle
diverse altitudini e delle tre zone geografiche.
4.2.3. Carichi per verifiche locali
Ai fini delle sole verifiche locali si debbono adottare
le seguenti condizioni di carico:
- Impalcati
Ai fini delle verifiche degli elementi di impalcato
devono essere previste le azioni indicate nel prospetto 4-I.
Prospetto 4-I
Carichi di
servizio per gli impalcati
I carichi debbono essere applicati osservando le seguenti
indicazioni:
a) carico su una superficie di 500 mm x 500 mm (*)
Il carico deve essere applicato nelle condizioni più
sfavorevoli.
Per gli elementi di impalcato aventi larghezza inferiore
a 500 mm, il carico deve essere ridotto in proporzione alla larghezza effettiva
dell'elemento, fino ad un valore che comunque non deve essere inferiore a 1,5
KN.
b) carico su una superficie di 200 mm x 200 mm (*)
Il carico deve essere applicato nelle condizioni più
sfavorevoli.
c) carico su una superficie parziale. Il carico deve
essere applicato, su una superficie parziale pari al 40% della superficie totale
dell'impalcato.
----------
(*) Sotto il carico concentrato di cui al Prospetto 4-I le frecce massime
dell'elemento di impalcato non devono essere maggiori di:
- 1/100 della luce tra gli appoggi;
- 20 mm, rispetto a quella di un elemento di impalcato contiguo, scarico.
- Parapetti
Le azioni da considerare, applicate nelle condizioni
più sfavorevoli, sono le seguenti:
a) carico concentrato di 0,3 KN, applicato normalmente
al corrente (sotto tale azione la freccia elastica non deve essere superiore a
35 mm);
b) carico concentrato di 1,25 KN, applicato normalmente
al corrente (sotto tale azione non si debbono verificare rotture e deformazioni
superiori a 200 mm).
4.3. Condizioni di carico
4.3.1. Verifiche
Devono essere effettuate verifiche per le seguenti condizioni
di carico:
1) Condizione di servizio
Devono essere cumulati, nel modo più sfavorevole:
- i pesi propri;
- i carichi di servizio, assunti per intero su un impalcato
e per il 50% su un secondo impalcato;
- l'azione del vento prevista per la condizione di servizio.
2) Condizione di fuori servizio normale
Devono essere cumulati, nel modo più sfavorevole:
- i pesi propri;
- il 50% del carico di servizio, applicato su un solo
impalcato;
- l'azione del vento prevista per la condizione di fuori
servizio.
3) Condizione di fuori servizio per neve
Debbono essere cumulati, nel modo più sfavorevole:
- i pesi propri;
- il carico dovuto alla neve, applicato: per intero
sull'impalcato più alto e sulla più alta tavola parasassi e globalmente per il
30%, sull'insieme degli impalcati o degli schermi parasassi eventualmente sottostanti
(1);
- l'azione del vento previsto per la condizione di fuori
servizio.
----------
(1) In ogni caso deve essere prevista la presenza di due impalcanti (ponte
e sottoponte) e di almeno un parasassi (e relativo impalcato di raccordo, da valutare
con la riduzione al 30% del relativo carico per neve).
4.4. Calcolo delle strutture
4.4.1. Generalità
Nella relazione di calcolo devono essere esplicitati
i criteri di calcolo, le ipotesi di carico, gli schemi strutturali e le ipotesi
di vincolo. In generale, salvo dimostrazione di affidabilità relativa all'accoppiamento,
non è ammessa la collaborazione del legname alla resistenza strutturale del sistema.
4.4.2. Le verifiche vanno condotte per tutte le strutture
principali che costituiscono ciascun sistema funzionale seguendo le istruzioni
del presente capitolo. Devono essere effettuate almeno le seguenti verifiche:
4.4.2.1. Verifiche di stabilità dei montanti esterno
ed interno.
4.4.2.2. Verifiche di resistenza dei seguenti elementi:
- traverso;
- diagonali di facciata ed in pianta;
- corrente di parapetto;
- elemento di impalcato;
- sistemi di ancoraggio;
- traverso e tirante/puntone del parasassi;
- struttura del passo carraio (e relativi montanti);
- piazzole di carico (e relativi montanti);
- correnti e pioli della scala prefabbricata.
4.4.2.3. Verifiche dei collegamenti
Quando vengano utilizzate giunzioni ad attrito devono
essere effettuate verifiche allo scorrimento, rispetto al frattile 5% delle risultanze
sperimentali.
4.5. Resistenza di calcolo e confronti sperimentali
Per le verifiche condotte con il metodo delle tensioni
ammissibili si adottano le tensioni ammissibili ed i coefficienti di sicurezza
previsti:
- per la prima condizione di carico, per impalcati e
parapetti;
- per la seconda condizione di carico, per tutti gli
altri elementi strutturali.
Per le verifiche condotte con il metodo semiprobabilistico
agli stati limite le azioni sulle strutture devono essere cumulate fra loro nel
modo più sfavorevole osservando le prescrizioni di cui al punto 3 delle Istruzioni
CNR 10011/85.
Per ogni verifica di calcolo, quando possibile, deve
essere effettuato un confronto con i risultati desunti dalle prove sperimentali
condotte in conformità al capitolo 3°.
4.6. Uso del calcolo automatico
Nella redazione dei calcoli è ammesso l'uso di elaboratori,
purchè la relazione contenga, oltre a quanto previsto ai punti precedenti, informazioni
relative a:
- la modellazione delle strutture e dei vincoli;
- la schematizzazione delle azioni;
- la modellazione delle azioni;
- la modellazione dei materiali;
- il tipo di analisi;
- l'individuazione dei codici di calcolo;
- il grado di affidabilità dei codici;
- la motivazione della scelta dei codici.
I dati di ingresso e di uscita devono essere facilmente
individuabili. Alla relazione deve essere allegato un elaborato, effettuato con
lo stesso programma, su una struttura semplice e per un carico convenzionale.
5. Istruzioni per le prove di carico dei ponteggi
Per i ponteggi realizzati in conformità agli schemi
tipo e per quelli di altezza superiore a 20 metri, con schema funzionale corrispondente
allo schema sottoposto a prova di collasso e calcolati con le metodologie di calcolo
richieste per i ponteggi aventi altezza fino a 20 metri, le prove di carico sono
sostituite dall'accertamento, a cura del responsabile del cantiere, della corrispondenza
con il disegno esecutivo del ponteggio. Per i ponteggi di notevole importanza
o complessità eretti in difformità dallo schema sottoposto a prova di collasso,
devono essere fornite istruzioni per le prove di carico. Tali prove devono essere
condotte su un settore significativo di ponteggio per altezza e larghezza, in
ogni caso con dimensioni non inferiori a quelle del ponteggio assoggettato a prova
di collasso, con carichi di prova atti a consentire l'accertamento dell'esistenza
di un grado di sicurezza adeguato quando il ponteggio in questione venga sottoposto
alle condizioni di carico previste al capitolo 4.
Le prove di carico per ponteggi presentanti schemi diversi
da quelli autorizzati devono, in ogni caso, realizzare il raggiungimento, senza
fenomeni di instabilità e senza l'insorgere di deformazioni permanenti, degli
stati tensionali previsti dal calcolo, con un grado di sicurezza pari ad almeno
1,5. Le istruzioni devono individuare i carichi di prova e le relative modalità
da adottare per consentire la realizzazione di dette opere provvisionali aventi
schemi difformi da quelli tipo sottoposti a prova di collasso.
6. Istruzioni per il montaggio, l'impiego e lo
smontaggio
Tali istruzioni devono contenere comunque:
a) il richiamo dell'osservanza delle norme generali
e particolari per la prevenzione degli infortuni e l'igiene del lavoro;
b) i controlli da effettuare sugli elementi prima di
effettuare il montaggio;
c) gli accertamenti e le precauzioni relative alle superficie
di appoggio;
d) le modalità di posizionamento degli elementi di appoggio
ed i sistemi per il controllo della verticalità dei montanti e della orizzontalità
di correnti e traversi;
e) le modalità di montaggio dei piani di lavoro, dei
relativi impalcati e degli elementi di protezione (sistemi di accesso al piano,
parapetti, parasassi, ecc.);
f) le modalità di realizzazione degli ancoraggi;
g) i mezzi di sicurezza da utilizzare durante il montaggio;
h) le modalità per la realizzazione di opere speciali
(passi carrai, partenze particolari, mensole, piazzole di carico, tavole parasassi,
ecc.);
i) le modalità per realizzare un accesso sicuro ai piani
di lavoro;
l) i controlli periodici ed eccezionali da effettuare
sul ponteggio in esercizio;
m) l'ordine e le modalità per lo smontaggio degli elementi;
n) i controlli da effettuare sugli elementi smontati
per garantire il loro successivo impiego in condizioni di sicurezza.
7. Schemi tipo
Gli schemi tipo - limitati all'altezza di 20 metri da
terra al livello dell'impalcato dell'ultimo piano di lavoro - devono contenere:
1) disegni, in scala ridotta, degli elementi componenti,
con l'indicazione delle dimensioni fondamentali, dei marchi - e della relativa
zona di applicazione - e del peso medio dell'elemento;
2) schemi funzionali forniti di:
- indicazione dei massimi carichi di servizio ammessi,
con la specifica del massimo numero di impalcati carichi e scarichi montabili
sulla stessa verticale e delle limitazioni da adottare per zona e per altitudine,
a causa delle precipitazioni nevose;
- protezione contro le cadute di persone e di materiali
e sistemi di accesso ai piani di lavoro;
- dimensioni minime delle tavole in legname;
- indicazione delle azioni massime trasmesse dalle piastre
di base alle superfici di appoggio;
- indicazione delle azioni massime trasmesse dagli ancoraggi
alle strutture servite e schemi di ancoraggi ammessi;
3) disegni e schemi di realizzazione delle opere speciali
previste nella relazione di calcolo (partenze particolari, passi carrai, piazzole
di carico, mensole, ecc.).
Allegato 2
Istruzioni
di calcolo per ponteggi metallici ad elementi prefabbricati di altezza
superiore a
20 metri e per altre opere provvisionali, costituite da elementi
metallici,
o di notevole importanza e complessità
1. Scopo
Le presenti istruzioni definiscono le modalità per il
calcolo dei ponteggi metallici di altezza superiore a 20 metri e di altre opere
provvisionali (1) costituite da elementi metallici, o di notevole importanza e
complessità in rapporto alle loro dimensioni ed ai sovraccarichi.
Per i soli ponteggi e per le altre opere provvisionali
di notevole importanza o complessità eretti in conformità agli schemi tipo assoggettati
a prove globali in laboratorio ed approvati, possono essere seguite le metodologie
vigenti per i ponteggi aventi altezza fino a 20 metri.
----------
(1) Strutture di sostegno (centine, ecc.), vie di transito per veicoli,
sovrapassi, strutture a torre, castelli di tiro, strutture di sostegno per getti,
coperture provvisionali, ecc.
2. Carichi fissi
Debbono essere valutati in relazione agli schemi di
ponteggio o di opera provvisionale considerando i valori medi unitari dei pesi
degli elementi e prevedendo, per i ponteggi di servizio, oltre la presenza degli
impalcati di lavoro necessari, quella dei relativi sottoponti, degli schermi parasassi
e degli impalcati normalmente lasciati sulla struttura.
In particolare per ponteggi predisposti al servizio
di costruzioni edili si deve considerare la presenza di impalcati (ponti, sottoponti
o parasassi) in numero N dato dalla seguente espressione:
avendo indicato con H (>20) l'altezza del
ponteggio in metri.
Quando sia previsto il ricorso ad un minor numero di
impalcati, il progettista può tener conto di tale situazione adottando nei calcoli
un diverso valore per N ed indicando i limiti d'impiego nei progetti del
ponteggio e dell'opera speciale.
3. Carichi variabili
Debbono essere considerati i carichi previsti dalle
istruzioni CNR 10027/85.
3.1. Carichi minimi di servizio
L'entità dei carichi di servizio - comprensivi dei normali
materiali ed attrezzi da lavoro e degli effetti dinamici ordinari - può essere
desunta dal prospetto 3-A.
In relazione alle esigenze specifiche il progettista
può adottare, sia normali valutazioni probabilistiche sulla distribuzione dei
carichi di servizio sui diversi piani di ponteggio (assumendo per esempio il carico
di servizio per intero su un impalcato, per il 50% su un secondo impalcato e considerando
scarichi gli altri impalcati), sia valutazioni specifiche in relazione alla destinazione
dell'opera provvisionale, da specificare nel calcolo di verifica.
3.2. Azioni dovute alla neve
Nel caso di presenza di più impalcati sulla stessa verticale
l'azione della neve deve essere prevista per intero sull'impalcato più elevato
e per il 30% su uno degli impalcati sottostanti.
3.3. Effetti dinamici
Le azioni trasmesse alla struttura degli apparecchi
di sollevamento portati vengono maggiorate attraverso un coefficiente dinamico
fornito dall'espressione
= 1 + 0,6 V
ove V è la velocità del carico movimentato, espressa
in m/s.
3.4. Azioni del vento
Vengono valutate con i criteri indicati nelle istruzioni
CNR 10012/85 assumendo come velocità di riferimento:
Vrif = 16 m/s, per la condizione di lavoro;
Vrif = 30 m/s, per la condizione di fuori servizio.
L'effetto di schermo dell'opera servita nei riguardi
dell'azione del vento perpendicolare all'opera stessa viene valutato attraverso
un coefficiente di permeabilità fornito dall'espressione:
ove:
Aa è la superficie totale delle aperture nella
facciata dell'opera servita, in direzione perpendicolare all'azione del vento;
At, è la superficie totale della facciata dell'opera
servita.
Prospetto 3-A
Carichi minimi
di servizio
3.5. Carichi per verifiche locali
- Impalcati
Gli impalcati devono essere verificati per i carichi
di servizio indicati nel prospetto 3-B.
- Carico uniformemente ripartito
Gli impalcati devono essere verificati per i carichi
uniformemente ripartiti indicati nella colonna 2.
- Carico su una superficie 500 mm x 500 mm
Gli impalcati devono essere verificati per il carico
concentrato su una superficie 500 mm x 500 mm, indicato nella colonna del prospetto
3-B. La posizione di tale carico deve essere scelta in modo da realizzare le condizioni
più sfavorevoli.
Quando l'elemento di impalcato ha larghezza inferiore
a 500 mm, il carico concentrato deve essere ridotto, in proporzione alla larghezza,
fino ad un minimo di 1,5 KN.
- Carico su una superficie 200 mm x 200 mm
Ogni impalcato deve essere verificato per un carico
di 1 KN uniformemente ripartito su una superficie di 200 mm x 200 mm, applicato
nelle condizioni più sfavorevoli.
- Carico su una superficie parziale
Ogni impalcato delle classi 4, 5 e 6, deve essere verificato
per il carico indicato nella colonna 4 del prospetto 3-B applicato su una superficie
rettangolare (superficie parziale) uguale alla frazione indicata nella colonna
6 del prospetto 3-B.
Le dimensioni e la posizione di questa superficie devono
essere scelte per realizzare le condizioni di carico più sfavorevoli.
3.6. Parapetti
Fermo restando i valori delle spinte sui parapetti previste
dalle norme CNR 10027/85, i parapetti destinati alla protezione contro la caduta
di persone da ponteggi e ponti di servizio accessibili solo agli addetti ai lavori
possono essere verificati, quale che sia la loro lunghezza, per le seguenti condizioni:
- freccia elastica non superiore a 35 mm sotto un carico
concentrato di 0,3 KN;
- assenza di rottura o di frecce superiori a 200 mm
sotto un carico concentrato di 1,25 KN.
Prospetto 3-B
Carichi di
servizio per impalcati di lavoro
(*) I singoli elementi di impalcato devono avere una capacità portante non
inferiore a quella richiesta per un ponteggio di classe 2.
4. Calcolo di verifica
4.1. Calcolo di stabilità globale
Nella verifica di stabilità devono essere considerati
gli effetti del II ordine, sia direttamente utilizzando una analisi elastica del
II ordine, sia indirettamente attraverso una analisi elastica del I ordine - con
lunghezza di inflessione corrispondente alla instabilizzazione di un sistema a
nodi spostabili - ed adottando nelle aste presso-inflesse un fattore di moltiplicazione
dei momenti fornito dall'espressione:
ove:
a) n è il coefficiente di sicurezza, assunto:
n = 1.0 per le verifiche agli stati
limite
n = 1.5 per le verifiche con il metodo
delle tensioni ammissibili, per la I condizione di
carico
n = 1.33 per le verifiche con il
metodo delle tensioni ammissibili, per la II condizione di
carico
b) N è il carico assiale di compressione dell'asta
c) Ncrit = crit A è il carico critico calcolato
con la formula di Eulero, che compete all'asta in relazione alla sua snellezza
effettiva.
Quando la snellezza dell'asta non sia stata determinata
con sistema sperimentale, è necessario effettuare le verifiche previste dal punto
7.5.2 della istruzione CNR 10011/85.
Nel caso di collegamenti realizzati con giunti (a vite
o a cuneo) è necessario considerare la rigidezza effettiva dei collegamenti tra
le aste ed effettuare le verifiche di scorrimento per garantire un coefficiente
di sicurezza di almeno 1.5 rispetto al frattile 5% delle risultanze delle prove
di scorrimento.
4.2. Verifiche locali di stabilità e di resistenza
Nel calcolo di verifica devono essere specificati per
ogni elemento di ponteggio o di opera provvisionale (montanti, traversi, diagonali
di facciate, diagonali in pianta, parapetti, giunti, impalcati, mensole di ampliamento,
piazzuole di carico, schermi parasassi, travi per passi carrai, ancoraggi, elementi
di ripartizione delle basette sul terreno) le condizioni di carico.
Le verifiche degli elementi sopra indicati potranno
essere omesse solo quando la stabilità o la resistenza risulti già accertata,
nell'autorizzazione alla costruzione ed all'impiego del ponteggio metallico, per
più gravose condizioni di carico.
5. Collaudo e prove di carico
Per i ponteggi e le altre prove provvisionali di notevole
importanza o complessità, eretti in conformità agli schemi tipo assoggettati a
prove globali in laboratorio, non è necessario il collaudo statico.
Per i ponteggi e le altre prove provvisionali eretti
secondo schemi non approvati, ovvero, non sufficientemente sperimentati per realizzazioni
analoghe è necessario il collaudo statico ai sensi di quanto precisato nelle norme
CNR 10011/85 e 10027/85.
Gli esiti delle eventuali prove di carico devono essere
allegati alla relazione di collaudo; la relazione di collaudo, insieme alla relazione
di calcolo, deve essere tenuta in cantiere a disposizione degli organi di vigilanza.